Lo stato delle cose

Nel marzo scorso ne ho sentito dei brani alla radio. Stavo facendo qualcosa, sono rimasta ipnotizzata ad ascoltare.
Ha appena vinto il Fringe First Award al Festival di Edimburgo.
“La merda. Decalogo del disgusto #1” di Christian Ceresoli, con Silvia Gallerano.

Novella quarta

ph-laura-albano_dhemetra-168

Dal Decamerone di Giovanni Boccaccio, Novella quarta

Don Felice insegna a frate Puccio come egli diverrà Beato, faccendo una sua penitenzia: la quale frate Puccio fa, e don Felice in questo mezzo con la moglie del frate si dà buon tempo.

Secondo che io udii già dire, vicino di S. Brancazio stette un buon uomo e ricco, il quale fu chiamato Puccio di Rinieri, che poi, essendo tutto dato allo spirito, si fece bizzoco di quegli di San Francesco, e fu chiamato Frate Puccio: e seguendo questa sua vita spirituale…usava molto la chiesa. E per ciò che uomo idiota era e di grossa pasta, diceva suoi paternostri, andava alle prediche, stava alle messe, né mai faliva che alle laude che cantavano i secolari esso non fosse, e digiunava e disciplinavasi…La moglie, che monna Isabetta avea nome, giovane ancora di ventotto in trenta anni, fresca e bella e rotondetta, che pareva una mela casolana, per la santità del marito, e forse per la vecchiezza, faceva molto spesso troppo più lunghe diete che voluto non avrebbe; e, quand’ella si sarebbe voluta dormire, o forse scherzar con lui, et egli le raccontava la vita di Cristo, e le prediche di Frate Nastagio, o il lamento della Maddalena, o così fatte cose.

Tornò in questi tempi da Parigi un monaco chiamato don Felice, Conventuale di San Brancazio, il quale assai giovane e bello della persona era…”

Nel “Decameron, le novelle oscene” messo in scena nel 2011 da Marco Toloni e Paolo Biribò monna Isabetta era Dhemetra Di Bartolomeo – attrice,  autrice di testi e in più ottima ristoratrice.

Di lei posso mostrarvi una foto tra quelle che le ho fatto, ma la sensualità unica del suo incedere sul palco,  del suo sedersi a gambe accavallate a  sfogliare un libro maliziosamente,  del duetto di avvicinamento con il bel monaco su una musica in crescendo in stile film di Peter Greenway, quella posso solo lasciarla alla vostra immaginazione.

Bye Baby Suite: l’autrice

Nel mese di marzo a Certaldo sarà di nuovo in programma lo spettacolo Bye Baby Suite con la mostra di mie foto After The last sitting.

In attesa di comunicarvi con precisione l’evento, vorrei intanto farvi conoscere l’autrice del testo di Bye Baby Suite, qui sopra in una foto che le feci qualche anno fa.

Chiara Guarducci poetessa, drammaturga, regista, inizia il suo percorso teatrale con la scrittura di monologhi che indagano gli estremi dell’anima, stati febbrili di deserto e piena, paradiso e inferno, attraverso creature ingombranti che dicono la ferita e la fame smisurata di vivere.

I monologhi affidati a una parola materica, umorale, vengono interpretati da Silvia Guidi, attrice e regista con cui condivide la scelta di un teatro intimo, surreale, implacabile. Questi testi, scelti da Barbara Nativi per “Intercity Plays”, raccolta di teatro contemporaneo internazionale, vengono poi pubblicati nel libro “La neve in cambio”.

Tra le opere successive scrive un omaggio alla disperazione dirompente di Marilyn Monroe, un ritratto a nervi scoperti, brutale e carico di poesia (“Bye Baby Suite”) diretto e interpretato magnificamente da Alessia Innocenti.

Qui di seguito due estratti dal testo di Bye Baby Suite

Le confezioni si rompono

la carta da regalo prende fuoco

ho i nervi a pezzi, non te l’hanno detto?

Non c’è appiglio che mi resista

del resto sono una forza della natura

e la celluloide sta stretta

e stanno stretti gli uomini, i drink, le pillole 

e il freddo non passa…

non riesco a coprirmi… sono così esposta, moltiplicata…

la prima pagina è un vestito accecante, appiccicoso  

una vera sanguisuga

…..

Perché sono la favola bionda

la stupida d’oro,

la sciocca di zucchero,

sono il tuo calendario,

la tua colazione, il tuo amore calmante

pensa che buffo il tuo calmante chiuso in manicomio, il tuo calmante è un manicomio, sono sempre stata rinchiusa, c’è qualcosa che non va se mi chiudono a chiave, se mi tengono in cassaforte deve esserci un malinteso…sono un caso, sempre e solo un caso, quanto clamore attorno a me, solo rumore… mi chiudono per controllarmi e vendermi e non ne posso più! ho mal di testa, una fitta fissa, una ferita invasa che allaga e vuoti, vuoti d’aria, vuoti di memoria…NIAGARA, io sono l’america, mi scopo i presidenti, sono la cocca dei fratelli Kennedy…

è tradizione di John e Bob passarsi le sgualdrine… e adesso è il mio turno…brindiamo!… sono un pezzo da collezione, mi vogliono tutti nel letto di famiglia, come una stella portafortuna…(pausa)

attenti, attenti che vi vado di traverso!

After Marilyn

Nel giugno del 1962 Vogue commissionò al fotografo Bert Stern un servizio fotografico su Marilyn.   L’attrice, 36enne,  era reduce dal divorzio con Arthur Miller, il suo contratto con la Fox stava per scadere, la sua relazione con i Kennedy era sulla bocca di tutti. Le foto furono scattate all’hotel Bel Air di Los Angeles, e furono necessarie due riprese perché le prime risultarono troppo audaci per la rivista.  Il 5 agosto Marilyn fu trovata morta nel suo letto  “per barbiturici”, poco prima dell’uscita del servizio su Vogue.

Il set è così passato alla storia come “The last sitting”: resta un documento visivo unico, che ci mostra l’attrice in tutta la sensualità e la fragilità di quegli ultimi momenti  (cosa che oggi non sarebbe più possibile: la postproduzione avrebbe cancellato tutti i segni della sua pelle, le piccole rughe del sorriso, la cicatrice  sul torace).

Comprai il libro con quelle foto una decina di anni fa – non riuscivo a togliermelo dalla testa dopo averlo sfogliato in una piccola meravigliosa libreria in via della Spada a Firenze che oggi non c’è più.  Le ho guardate a lungo, mi sono entrate dentro. Quando ho visto Alessia Innocenti in Bye Baby Suite, è stato inevitabile proporle di farsi fotografare come Marilyn in quel set.

Una parte del risultato è in mostra in questi giorni al Residence Artemura di Pistoia, via Bozzi 6, in occasione dello spettacolo

“BYE BABY SUITE” di CHIARA GUARDUCCI con ALESSIA INNOCENTI.

L’ultima notte di Marilyn, un letto disfatto, una deriva di alcol e pillole, un’altalena di ricordi e sogni

Da giovedì 26 gennaio 2012 a domenica 29 gennaio 2012 – doppio spettacolo ore 20.30 e 22, durata 40 minuti

AFTER THE LAST SITTING – A tribute to Bert Stern/Marilyn’s Last sitting

Foto di LAURA ALBANO

Nella hall del Residence prima e dopo lo spettacolo

INFO e PRENOTAZIONI 0573991609, orari 11-13 e 16-19

Lo spettacolo fa parte della Stagione di Prosa 2011/2012 Teatro Manzoni di Pistoia, sezione “Altri Percorsi”

Fotogrammi dal Festival InArteDonna – Avamposti 2011

Alessia Innocenti in Bye Baby Suite, di Chiara Guarducci  – “Nello spazio intimo di una stanza d’albergo, pochi spettatori spiano Marilyn nei vuoti della sua solitudine. Un ritratto a nervi scoperti di un’artista abusata e mal compresa, di una donna alla deriva, in una notte che trabocca di ricordi, sogni, ombre.”

dall’alto: Barbara Valmorin e Alvia Reale in La porta, di Stefano Massini – dal romanzo di Magda Szabò. Un’indagine spietata sul legame che si crea fra due donne diversissime. Da un lato la scrittrice Magda, agiata e sola. Dall’altro la cosiddetta “vecchia”: Emerenc, donna delle pulizie. Emerenc non accetta di condividere niente di sè con nessuno al mondo: mantiene una distanza di sicurezza fra sè e gli altri e non permette ad anima viva di varcare quella porta

dall’alto: Silvia Frasson, Monica Bauco e Antonio Fazzini leggono alcuni dei testi finalisti del Premio di drammaturgia Avamposti d’Autore

M.M. a teatro

Foto di Bert Stern, dal volume “The last sitting” (1962)

Nel programma di Avamposti 2011 a cura del Teatro delle Donne di Calenzano sono presenti ben due spettacoli che si ispirano a Marilyn Monroe. Il primo è stasera al Teatro Manzoni, l’altro  sabato 24 settembre ambientato in una camera dell’Hotel First a Calenzano (FI).

domenica 18 settembre

ore 22.30

Teatro Manzoni

NUDA

Omaggio a Marilyn
Monroe

di e con Rosalba
Di Girolamo
regia Fulvio Cauteruccio
produzione Arteatro

Nel 1962 muore in circostanze ancora oscure Marilyn Monroe, icona di bellezza e amante del presidente Kennedy. Oggi muoiono in circostanze varie le identita’ di centinaia di donne, non sempre note ma spesso altrettanto sedotte dal potere. Un filo rosso lega queste storie: la fragilita’ del corpo della donna quando e’ consegnato al potere e un filo nero le tesse: la morte dell’identita’ della donna.

sabato 24 settembre 

ore 20.30  e 21.30 

Hotel First Calenzano

BYE BABY SUITE

di Chiara Guarducci
con Alessia Innocenti

Nello spazio intimo di una stanza d’albergo, pochi spettatori spiano Marilyn nei vuoti della sua solitudine. Un ritratto a nervi scoperti di un’artista abusata e mal compresa, di una donna alla deriva, in una notte che trabocca di ricordi, sogni, ombre. Ne esce un ritratto dissacrante e tragico, un’onda che si disfa per rimontare, scandalosa come una preghiera.
posti limitati con prenotazione obbligatoria

Il programma completo del festival qui

Il Premio Avamposti 2011 – l’immagine, il corpo, l’identità delle donne

Ritratto di Martina (The mood I’m in)
 in mostra al Teatro Manzoni

Sabato 17.09 ore 21.30  TEATRO MANZONI
 
AVAMPOSTI D’AUTORE

premio di drammaturgia seconda edizione

SERATA DI LETTURE E PREMIAZIONE

Letture a cura di Monica Bauco, Luisa Cattaneo, Antonio Fazzini, Silvia Frasson, Gabriele Giaffreda

Brevi testi inediti per una serata di letture. Attori e autori danno voce alla microdrammaturgia.

Una qualificata giuria composta da Rossella Battisti (critico teatrale), Silvia Calamai (docente universitaria), Laura Caretti (docente universitaria), Maria Cristina Ghelli (direttore artistico e Presidente del Teatro delle Donne), Teresa Megale (docente universitaria e Presidente di ScandicciCultura), Elena Pugliese (autrice) assegnerà il premio che consisterà nella presentazione del testo integrale in mise en éspace nell’ambito della stagione del Teatro Manzoni.

In occasione del 20° anniversario del Teatro delle Donne il Premio Avamposti d’autore è dedicato alle autrici di teatro e al tema dell’immagine, del corpo e dell’identità delle donne.

I testi che verranno proposti in lettura sono:

MAMMA… FELICE! di Virginia Alba

UNA BRILLANTE PECORA NERA di Valeria Bianchi 

DORIS EVERY DAY di Laura Bucciarelli

DEGENERATION/DEGENDERATION di Francesca Falchi

SHE/LEI di Clara Galante

SENZA GIOIA di Ilaria Mavilla

PREZZO di Francesca Satta Flores

In mostra foto di Monica Gazzo  e mie (vedi immagine sopra)

A veglia

Ricevo e  (in lieve ritardo) volentieri pubblico:

A VEGLIA, A TEATRO COL BARATTO

“Raccontare Teatro. Opera prima”

Direzione artistica Elena Guerrini

Manciano (Grosseto), 12-18 settembre 2011, quinta edizione

  Il teatro può essere anticrisi? Sì, lo dimostra Il Festival a Veglia, arrivato quest’anno alla quinta edizione. In tempi di tagli alla cultura, la formula semplice, duttile (ed economica) inventata da Elena Guerrini, ripropone – rinnovandola nei contenuti – una tradizione tipica della Maremma toscana: quella del racconto fuori della porta di casa o sull’aia, che dava il senso di appartenenza alla comunità. Così l’attrice, autrice e regista maremmana porta il teatro nelle case e nelle piazzette, che diventano la scenografia degli spettacoli. E anche il biglietto diventa speciale: gli attori sono pagati, come allora, con il baratto: una bottiglia d’olio extravergine o di vino doc, una forma di pecorino.

Questo “teatro fuori dal teatro” ha affascinato in questi anni molti personaggi dello spettacolo  – l’anno scorso hanno partecipato Marco Paolini e Simone Cristicchi – e coinvolto un pubblico sempre più vasto. Per l’edizione 2011, in tempi di ripensamento dei modelli su cui è cresciuta la nostra società, il tema scelto è quello dell’“opera prima”, che ci può dare idee, entusiasmi, passioni su come ricominciare. Così rivivranno nei vicoli e nei poderi di Manciano il loro debutto teatrale, aderendo generosamente all’iniziativa, un grande maestro e affabulatore del teatro d’avanguardia come Giuliano Scabia, un noto critico teatrale come Renato Palazzi, che si è “scoperto” interprete oltre che scrittore reinventando Goethe, e il cantore creativo della tradizione yiddish Moni Ovadia, che racconterà i suoi esordi in un monologo creato ad hoc per il Festival. Accanto a loro, Fiorenza Menni ripropone i monologhi del suo primo teatro civile, e una straordinaria outsider come Vladimir Luxuria rivivrà nelle vesti di attrice il suo primo spettacolo ai tempi dello storico locale gay e trasgender “Muccassassina”.

Per tutti i giorni del Festival, Valerio Gatto Bonanni, da cantastorie contemporaneo, con il suo “Pulmino Fiat Theatre” girerà nelle frazioni e negli altri paesi della provincia, per annunciare l’evento e proporre il suo spettacolo per cinque spettatori per volta. Concluderà il Festival il concerto-workshop del gruppo romagnolo Aidoru, con la partecipazione di musicisti da tutta Italia (è previsto un seminario, tel. 338 2871854).

Quest’anno il festival avrà due novità: la presentazione dei libri degli attori-scrittori e l’esposizione di opere di artisti contemporanei nelle case-teatro. La sezione “A merenda con l’autore” vedrà incontri con gli attori-autori in luoghi non convenzionali: lo spazio di modernariato e vintage Ex merceria, l’azienda agricola Orsa Maggiore e il locale Franchino Garage.

programma_festival_a_veglia_2011

Avamposti 2011

Continua la collaborazione iniziata nel 2008 con il Teatro delle Donne di Calenzano. Una serie di mie fotografie saranno esposte in questa edizione straordinaria del festival Avamposti per il 20° anniversario del Teatro che prevede anche video, pittura e performances.  Il programma è molto ricco, qui al link trovate la presentazione e tutte le info. avamposti flyer