Femminicidio, le immagini per dirlo: Arianna Sanesi

Arianna Sanesi

Arianna Sanesi @ 2015

E di nuovo oggi, giornata-simbolo della violenza sulle donne, tocca vedere sui giornali le solite pessime immagini tenute nel cassetto per questo argomento: donne rannicchiate in un angolo, modelle con gli occhi pesti, pugni chiusi.

A molti ancora non è chiaro che le immagini hanno un ruolo attivo: e in conseguenza di questo si dovrebbe pensare a “cosa fa” un’immagine, prima di sceglierla per accompagnare un testo. In questo caso le immagini scelte fragilizzano, estetizzano la violenza, la evocano rafforzando il concetto. Dunque contraddicono il senso degli articoli e della lotta.

Una eccellente ricerca visiva sul tema è quella di Arianna Sanesi, che sull’iconografia del femminicidio ha svolto un progetto dal titolo I Would Like You To See Me. Un progetto complesso, articolato in diverse parti: still life con oggetti di ciò che è rimasto (come le stoviglie di carta che una delle vittime usava per evitare che il marito le spaccasse), finestre di notte che alludono al mistero di ciò che accade oltre la soglia di casa, scritte sui muri che gridano l’urgenza di un’educazione sentimentale necessaria, critica della rappresentazione mediatica della violenza di genere e dello stereotipo da pubblicità del matrimonio.

L’ho scoperto tramite Pagina99, che le ha dedicato un ampio servizio nel numero uscito sabato 21 e ancora in edicola.

precedenti post sul tema: qui, qui e qui

Annunci

One billion rising a Firenze

donne934

In questo particolare momento io voglia di ballare non ne avevo.  Ho preferito andare in cerca di volti, trovandone tanti, tutti con qualcosa da dire.

Ps si noti il contrasto con la terribile e anacronistica pubblicità del profumo “Signorina” sul palazzo dello sfondo in alcune foto, con la modella congelata nel suo plissé rosa – io l’ho trovata tremenda dal primo momento in cui l’ho vista, non so voi.