Donne sulla donna – un’indagine di Efrem Raimondi

Documento1

Efrem Raimondi sul suo blog pone in questione lo sguardo della donna sulla donna.

Lo fa mostrandoci dodici autrici con una selezione di cinque immagini a testa sul tema donna, e le loro risposte (linkate in pdf sotto ogni serie) alle domande che riporto qui sotto.

(tra le dodici ci sono anche io, con un estratto da un lavoro di un po’ di anni fa dal titolo “Confidenze intime”)

Donne sulle donne

  1. Trovi che il tuo modo di fotografare le donne abbia qualcosa che lo connota come sguardo specificamente femminile? (spiegare perché)
  1. Cosa pensi dello sguardo maschile sul tema Donna?
  1. E come pensi venga affrontato dai media? Tutti, mica solo i magazine
  1. Perché hai deciso di fotografare la donna?
  1. Nel mondo femminile è diffuso il modo di dire “parliamone da donna a donna”, che presuppone una sorta di complicità: esiste anche nel fotografare?
  1. Hai mai fotografato soggetti maschili? Il tuo sguardo cambia?
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Che fare?

ragazza ad una manifestazione, ph © Laura Albano

Sono passati tre anni dalla diffusione del video Il corpo delle donne. In questi tre anni gli autori Lorella Zanardo e Cesare Cantù lo hanno presentato, a richiesta, in moltissime scuole sul territorio nazionale.

Da tutto quel lavoro, da quello scambio,  dalle richieste partite dai più giovani sono  nati il libro Senza chiedere il permesso e il progetto Nuovi Occhi per i Media.

In particolare da una domanda: “Scusi, ma ormai cosa si può fare?”, 

Il nuovo video  dà la parola proprio ai ragazzi e alle ragazze incontrati nelle scuole.

#Zanardo in RAI

Lorella Zanardo foto © Laura Albano

Non guardo la TV da anni.  Poche cose potrebbero farmene venir voglia.  Una di queste sarebbe la nomina nel Consiglio di Amministrazione della RAI di una persona come Lorella Zanardo, nomina tanto improbabile perché fuori dalle stanze del potere, quanto caldeggiata da più parti  della società civile perché evidentemente capace di rivoluzionare un mezzo che oramai di servizio pubblico ha solo il nome.

Questo è il suo CURRICULUM COMPLETO, ma più di tutto conta il lavoro che da anni sta facendo nelle scuole di tutta Italia, per insegnare ai ragazzi a difendersi da QUESTA TV.

Con energie e passione che sarebbe bello potesse impiegare nel contribuire a fare una TV migliore.

QUI AGORA’ DIGITALE STA PUBBLICANDO TUTTI I CV DEI CANDIDATI IN NOME DELLA TRASPARENZA

E per chi non sa, o non crede, qui è ben riassunta dall’infallibile penna di Sabina Ambrogi la valenza politica del lavoro di Lorella Zanardo.

Novella quarta

ph-laura-albano_dhemetra-168

Dal Decamerone di Giovanni Boccaccio, Novella quarta

Don Felice insegna a frate Puccio come egli diverrà Beato, faccendo una sua penitenzia: la quale frate Puccio fa, e don Felice in questo mezzo con la moglie del frate si dà buon tempo.

Secondo che io udii già dire, vicino di S. Brancazio stette un buon uomo e ricco, il quale fu chiamato Puccio di Rinieri, che poi, essendo tutto dato allo spirito, si fece bizzoco di quegli di San Francesco, e fu chiamato Frate Puccio: e seguendo questa sua vita spirituale…usava molto la chiesa. E per ciò che uomo idiota era e di grossa pasta, diceva suoi paternostri, andava alle prediche, stava alle messe, né mai faliva che alle laude che cantavano i secolari esso non fosse, e digiunava e disciplinavasi…La moglie, che monna Isabetta avea nome, giovane ancora di ventotto in trenta anni, fresca e bella e rotondetta, che pareva una mela casolana, per la santità del marito, e forse per la vecchiezza, faceva molto spesso troppo più lunghe diete che voluto non avrebbe; e, quand’ella si sarebbe voluta dormire, o forse scherzar con lui, et egli le raccontava la vita di Cristo, e le prediche di Frate Nastagio, o il lamento della Maddalena, o così fatte cose.

Tornò in questi tempi da Parigi un monaco chiamato don Felice, Conventuale di San Brancazio, il quale assai giovane e bello della persona era…”

Nel “Decameron, le novelle oscene” messo in scena nel 2011 da Marco Toloni e Paolo Biribò monna Isabetta era Dhemetra Di Bartolomeo – attrice,  autrice di testi e in più ottima ristoratrice.

Di lei posso mostrarvi una foto tra quelle che le ho fatto, ma la sensualità unica del suo incedere sul palco,  del suo sedersi a gambe accavallate a  sfogliare un libro maliziosamente,  del duetto di avvicinamento con il bel monaco su una musica in crescendo in stile film di Peter Greenway, quella posso solo lasciarla alla vostra immaginazione.