Dedica

Questo post voglio dedicarlo alla donna che mi ha tagliato i capelli dai tempi dell’università fino a quando, poco tempo fa, è andata in pensione. L’unico negozio di parrucchiera dove non abbia avuto il terrore di sedermi, e da dove non sia mai uscita con una crisi di nervi.

Nei miei 20 anni ci siamo divertite a sperimentare asimmetrie varie. Nei 30 mi sentii vecchia, le portai una foto di Peter Lindbergh con un caschetto berlinese retrò e quando tornai al lavoro (allora) in agenzia ippica un cliente indiano mi disse che sembravo “un bambino”.  Nei 40 porto i capelli lunghi e ho avuto da lei la miglior manutenzione della scalatura corta, fatta in modo da arrivare esattamente ad accarezzare gli zigomi.

A volte l’ho tradita, cercando nuove emozioni: ma me ne sono sempre pentita. Tornavo sempre, e lei sapeva che sarei tornata.

Una volta, molti anni fa, mentre mi tagliava i capelli le dissi “sai A., se avessi i soldi mi piacerebbe tanto fare una rivista per donne, la chiamerei Un’altra donna, e ci metterei tutto quello che non si trova nelle riviste femminili…”

Lei, da rigorosa esteta, lì per lì ebbe un brivido di raccapriccio quando parlai di donne ritratte nelle loro umane imperfezioni:  ma anni dopo si è prestata molto volentieri a farsi fotografare.

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Bye Baby Suite: l’autrice

Nel mese di marzo a Certaldo sarà di nuovo in programma lo spettacolo Bye Baby Suite con la mostra di mie foto After The last sitting.

In attesa di comunicarvi con precisione l’evento, vorrei intanto farvi conoscere l’autrice del testo di Bye Baby Suite, qui sopra in una foto che le feci qualche anno fa.

Chiara Guarducci poetessa, drammaturga, regista, inizia il suo percorso teatrale con la scrittura di monologhi che indagano gli estremi dell’anima, stati febbrili di deserto e piena, paradiso e inferno, attraverso creature ingombranti che dicono la ferita e la fame smisurata di vivere.

I monologhi affidati a una parola materica, umorale, vengono interpretati da Silvia Guidi, attrice e regista con cui condivide la scelta di un teatro intimo, surreale, implacabile. Questi testi, scelti da Barbara Nativi per “Intercity Plays”, raccolta di teatro contemporaneo internazionale, vengono poi pubblicati nel libro “La neve in cambio”.

Tra le opere successive scrive un omaggio alla disperazione dirompente di Marilyn Monroe, un ritratto a nervi scoperti, brutale e carico di poesia (“Bye Baby Suite”) diretto e interpretato magnificamente da Alessia Innocenti.

Qui di seguito due estratti dal testo di Bye Baby Suite

Le confezioni si rompono

la carta da regalo prende fuoco

ho i nervi a pezzi, non te l’hanno detto?

Non c’è appiglio che mi resista

del resto sono una forza della natura

e la celluloide sta stretta

e stanno stretti gli uomini, i drink, le pillole 

e il freddo non passa…

non riesco a coprirmi… sono così esposta, moltiplicata…

la prima pagina è un vestito accecante, appiccicoso  

una vera sanguisuga

…..

Perché sono la favola bionda

la stupida d’oro,

la sciocca di zucchero,

sono il tuo calendario,

la tua colazione, il tuo amore calmante

pensa che buffo il tuo calmante chiuso in manicomio, il tuo calmante è un manicomio, sono sempre stata rinchiusa, c’è qualcosa che non va se mi chiudono a chiave, se mi tengono in cassaforte deve esserci un malinteso…sono un caso, sempre e solo un caso, quanto clamore attorno a me, solo rumore… mi chiudono per controllarmi e vendermi e non ne posso più! ho mal di testa, una fitta fissa, una ferita invasa che allaga e vuoti, vuoti d’aria, vuoti di memoria…NIAGARA, io sono l’america, mi scopo i presidenti, sono la cocca dei fratelli Kennedy…

è tradizione di John e Bob passarsi le sgualdrine… e adesso è il mio turno…brindiamo!… sono un pezzo da collezione, mi vogliono tutti nel letto di famiglia, come una stella portafortuna…(pausa)

attenti, attenti che vi vado di traverso!

Ritrarre l’assenza

foto: Annie Leibovitz

“Andai nel giardino sul retro, sul quale si affacciava lo studio di Virginia Woolf, e sbirciai dalla finestra. Era una mattina ventosa e i rami degli alberi davanti alla casa si muovevano. La luce filtrava dalle foglie e attraversava la finestra. La stranza era piena di luce e sulla scrivania di Virginia Woolf danzavano le ombre delle foglie…..La luce che entrava dalla finestra sul retro era molto forte, non era il mio genere di luce, e le immagini erano difficilmente leggibili, ma ho colto un riflesso dello scorcio su un vetro. Si distingue a malapena la scrivania. Sopra c’erano alcuni oggetti, inclusi gli occhiali di Virginia Woolf…

Virginia scriveva la prima stesura al mattino su un grande pannello di compensato su cui aveva incollato un porta calamaio. Sedeva in una poltrona sfondata tenendo il pannello sulle ginocchia (come in questo film, ndr). In seguito batteva a macchina quello che aveva scritto e faceva la revisione direttamente a macchina.  Scriveva tutti i giorni.

A Monks House Virginia Woolf scrisse La stanza di jacob, la signora Dalloway, Gita al faro, Orlando, Le onde, Tra un atto e l’altro e centinaia di racconti, saggi e recensioni.”

testo e foto ©Annie Leibovitz, da Pilgrimage (2011)

After Marilyn

Nel giugno del 1962 Vogue commissionò al fotografo Bert Stern un servizio fotografico su Marilyn.   L’attrice, 36enne,  era reduce dal divorzio con Arthur Miller, il suo contratto con la Fox stava per scadere, la sua relazione con i Kennedy era sulla bocca di tutti. Le foto furono scattate all’hotel Bel Air di Los Angeles, e furono necessarie due riprese perché le prime risultarono troppo audaci per la rivista.  Il 5 agosto Marilyn fu trovata morta nel suo letto  “per barbiturici”, poco prima dell’uscita del servizio su Vogue.

Il set è così passato alla storia come “The last sitting”: resta un documento visivo unico, che ci mostra l’attrice in tutta la sensualità e la fragilità di quegli ultimi momenti  (cosa che oggi non sarebbe più possibile: la postproduzione avrebbe cancellato tutti i segni della sua pelle, le piccole rughe del sorriso, la cicatrice  sul torace).

Comprai il libro con quelle foto una decina di anni fa – non riuscivo a togliermelo dalla testa dopo averlo sfogliato in una piccola meravigliosa libreria in via della Spada a Firenze che oggi non c’è più.  Le ho guardate a lungo, mi sono entrate dentro. Quando ho visto Alessia Innocenti in Bye Baby Suite, è stato inevitabile proporle di farsi fotografare come Marilyn in quel set.

Una parte del risultato è in mostra in questi giorni al Residence Artemura di Pistoia, via Bozzi 6, in occasione dello spettacolo

“BYE BABY SUITE” di CHIARA GUARDUCCI con ALESSIA INNOCENTI.

L’ultima notte di Marilyn, un letto disfatto, una deriva di alcol e pillole, un’altalena di ricordi e sogni

Da giovedì 26 gennaio 2012 a domenica 29 gennaio 2012 – doppio spettacolo ore 20.30 e 22, durata 40 minuti

AFTER THE LAST SITTING – A tribute to Bert Stern/Marilyn’s Last sitting

Foto di LAURA ALBANO

Nella hall del Residence prima e dopo lo spettacolo

INFO e PRENOTAZIONI 0573991609, orari 11-13 e 16-19

Lo spettacolo fa parte della Stagione di Prosa 2011/2012 Teatro Manzoni di Pistoia, sezione “Altri Percorsi”

Michela

Poco fa, in autobus, riguardavo sul display della reflex le foto appena fatte a Michela Marzano che ha presentato in Palazzo Vecchio il suo ultimo libro “Volevo essere una farfalla”.

Ne conoscevo dalle foto il volto intenso,  ho scoperto la sua gestualità altrettanto espressiva.  La sala era piena, il pubblico emozionato.

La sofferenza ci fa girare in tondo intorno al fuoco, ha detto ad un certo punto  tracciando cerchi col dito indice, seguendo la circonferenza del bicchiere: anche se guarire del tutto è difficile possiamo gradualmente far diventare il cerchio un’ellisse, allontanandoci da quella sofferenza.

E molte altre parole dense, e coinvolgenti.

Vederla e sentirla parlare dal vivo, da vicino, mi ha fatto venir voglia di cercare i libri che di lei non ho ancora letto.

Sull’autobus prima di scendere ho sentito una voce di donna che parlava al cellulare: “sì sto tornando a casa, sono stata alla presentazione di un libro a Palazzo Vecchio…una filosofa che insegna in Francia…è stato un incontro molto bello!”

A me gli occhi, passanti!…siamo in onda

“Ma come porti  i capelli bella bionda

…vado in onda!”

Musa a me stessa

Da oggi è in onda il nuovo fiammante sito-blog di Rosaria Lo Russo, curato dalla sottoscritta!

Poesie, traduzioni, saggi e letture dal vivo da una delle voci più interessanti  della poesia contemporanea.