“C’è chi dice no” – Slittamenti, anzi slavine

Ho scoperto il libro “C’è chi dice no. Dalla leva all’aborto, come cambia l’obiezione di coscienza” di Chiara Lalli, grazie al blog di Loredana Lipperini, che sta facendo un lavoro prezioso per difendere diritti acquisiti con moltissima fatica ma che si possono perdere con moltissima facilità.

Sabato 28 gennaio il libro è stato presentato in Palazzo Vecchio a Firenze,  in un incontro organizzato da Laicità e diritti.  L’autrice Chiara Lalli con la parlamentare del Pd  Anna Paola Concia, la dott.ssa Valeria Dubini ginecologa, la consigliera regionale del Lazio Giulia Rodano e altri  hanno discusso  di come l’obiezione di coscienza, da atto “contra legem” e quindi gesto libertario contrapposto ad un ordine, compiuto pagando di persona alti costi (il carcere per l’obiezione  militare) venga agita oggi prevalentemente “dentro” una legge  – la 194 – mettendone a rischio l’attuazione,  passando così ad essere uno strumento per ripristinare un ordine – a discapito della libertà femminile, da sempre considerata elemento di disordine. Uno dei tanti scivolamenti semantici degli ultimi anni, che vista la portata è forse più adatto definire una slavina di senso.

Cos’è successo al sesso in Scandinavia (e non solo)?

Angela Vettese sul Sole24Ore Domenica

“Vienna 1968. Una ragazza con un bel cappottino porta al guinzaglio un uomo a quattro zampe (foto sopra). E’ Valie Export, star della performance femminista, insieme a quel Peter Weibel che sarebbe poi diventato un teorico dei new media. Quell’immagine può essere assunta come simbolo dello spartiacque tra un prima e un dopo, tra un tempo in cui la provocazione a sfondo erotico aveva caratteri progressivi e un tempo, il nostro, in cui l’esibizione del sesso è diventata quasi sempre un sintomo regressivo, legato al lucro della pornografia (…) continua qui

Amica di ieri

Da questa pagina di Amica del 1977 una giovane Emma Bonino raccontava episodi difficili della sua vita e il suo impegno per cambiare la condizione femminile.  Amica, ai tempi, si distingueva per essere una rivista “avanti”, decisamente dalla parte delle donne.

La stessa rivista oggi, novembre 2011, cerca di ricacciare la testa delle donne sottacqua con immagini e parole che le incatenano ai peggiori stereotipi – sposa sexy casalinga, più mamma – magrissima – più donna, venere in pelliccia, ho conquistato il mio amore con la cucina e così via.

Un bellissimo post sull’argomento lo ha scritto State of Mind.

La triplice copertina ha fatto arrabbiare di brutto anche gli animalisti, e la direttrice è stata costretta a giustificarsi e promettere incontri con le associazioni. Non sarebbe male se anche come donne le scrivessimo in molte,  pacatamente  ma fermamente,  che Amiche così è meglio perderle che trovarle.

(vedi anche alle voci: Backlash,  Susan FaludiNostalgia canaglia, su Lipperatura)

Cerchi concentrici

“Lo specchio incerto” è un bel blog di storia e critica fotografica curato da Rosa Maria Puglisi. Poco tempo fa ha ospitato un appello della fotografa Patrizia Savarese, sul tema fotografia e corpo delle donne.  E’ uno dei tanti ampissimi cerchi concentrici creato dal lavoro di Lorella Zanardo, e potete  leggerlo qui.