Che fare?

manifesto della campagna istituzionale della Regione Toscana

Nei commenti al post precedente si è osservato che alla “spettacolarizzazione” dei casi di violenza contro le donne non corrisponde altrettanta informazione su cosa  fare se ci si trova in situazioni a rischio.

Una piccola cosa  che possiamo fare qui è inserire un collegamento alla pagina dei centri antiviolenza presenti in Toscana .  La Regione Toscana mette a disposizione anche due numeri di telefono:

  • Numero Verde URP Giunta Regionale: 800 860070
  • Antiviolenza Donna: 1522

Non so se le altre regioni hanno sui loro siti indicazioni in materia (mi informerò);  indirizzi dei centri di tutta Italia si trovano sulla pagina del sito Zeroviolenzadonne, e anche sul Portale Antiviolenzadonna del Ministero  per le Pari Opportunità.  A Firenze esiste poi un centro di ascolto per gli uomini che temono i propri possibili comportamenti fuori  controllo.

Per il resto, sulle lunghe distanze servono azioni culturali: tra le quali, come detto giustamente in un recente post su Femminile Plurale, rafforzare la capacità delle donne di pensarsi come soggetti autonomi, indipendentemente dalla relazione di coppia, per non trovarsi ingabbiate in relazioni pericolose.  Il che, diciamolo ancora una volta a scanso di equivoci, non è un incoraggiamento a star sole ma a saper riconoscere se una persona ci sta facendo del bene o del male, e a capire che restare sole comunque  “forse” è meglio che rischiare la vita.

E nella direzione di un mutamento culturale si muove l’appello contro i femminicidi “Io promuovo il rispetto” di Donne Pensanti, a cui è ancora possibile aderire.