Progetti interessanti: I Woke Up Like This

Uno dei modi in cui la rete, o meglio quella parte di utenti che ne sfrutta i margini di libertà espressiva residui tra sbarre e pareti di acquari, combatte efficacemente l’immaginario omologato/ante dei media mainstream è la crescente diffusione dei progetti di autorappresentazione femminile.

Uno dei più interessanti mi sembra questo, segnalatomi da Serbilla. Che si estende anche in un blog, e poi si ramifica in un tumblr (a mio avviso però meno efficace).

Una idea a monte molto ben sviluppata sia visivamente che testualmente, fotografia classica, soggetti neanche un po’.

Chapeau!

Le sfumature del grigio

Non ho niente contro chi sceglie di tingersi i capelli. Io stessa lo faccio. Ammiro però chi sceglie di non farlo. Anni fa vedevo Camilla in palestra (aveva i capelli scuri), senza conoscerla l’avevo notata per la finezza dei suoi tratti.  Tempo dopo ci siamo incontrate e conosciute non a caso in questa occasione, il colore dei suoi capelli era cambiato, non il suo fascino fuori dal tempo.

L’ho fotografata e lei mi ha regalato la storia dei suoi Capelli color grigio topo.

Il punto

“Si può iniziare dalla scuola un’educazione alle pari opportunità capovolgendo le immagini odiose, anacronistiche con cui molte donne, quelle che combattono per essere soggetti attivi nel mondo, sono rappresentate e vissute, oggi (…)

E’ la continua svalutazione cui sono sottoposte che fa sentire tante ragazze insicure, a disagio e sbagliate. Si può inizare con un gesto di fiducia e ascolto nei confronti delle ragazze e incoraggiamento e spazio a tutto quello che non riescono a dire, a fare, a pensare, a desiderare. Comincerei col trovare immagini per ciò che non è stato mai visto, parole per ciò che non è stato mai detto.

Travestimento, furto d’identità? Comunque lo si chiami, non è bastato un secolo di battaglie per restituire al mondo lo sguardo di donna, il suo punto di vista, la sua sensibilità, il suo diverso modo di agire

A scuola si può iniziare col guardarci l’un l’altro e chiedersi: siamo chi vorremmo essere?

Ricongiungerci a noi stessi è il primo passo, prima di ricongiungerci agli altri.

Ricongiungerci con gli altri vuol dire, anche, ritrovare noi stessi, abbandonare l’idea di identità statiche, chiuse, rigide, definite in schemi astratti e condividere un concetto fluido, mutevole di identità, prendere coscienza che vivere è anche questo: cambiare in relazione a ciò che ci accade, ai luoghi in cui viviamo, alle persone che incontriamo.

Ma è impossibile dare voce e corpo a nuove identità, se non si trovano nuove parole, nuove immagini.”

Anna d’Elia – “Divenire altri”, in “Identità di genere e immagine femminile”, a cura di Maria Vinella, IRRSAE Puglia Quaderno n. 42 (2000)

Il testo è di circa dieci anni fa.  E oggi, nelle scuole, su questi temi a che punto siamo? Lo chiedo con sincera curiosità, a docenti e studenti.

in foto: Therese Schwartze Van Duyl -Autoritratto, 1888 (olio su tela) dalla mostra “Autoritratte” , fino al 30 gennaio alla Sala delle Reali Poste, Uffizi,  Firenze

Simposio sul corpo femminile e la sua rappresentazione

NOTTE BIANCA A LIVORNO

SABATO 31 LUGLIO ore 21.30

Al Centro Donna Liliana Paoletti Buti, Via Strozzi 3

Bella Tutta!

Simposio sul corpo femminile e la sua rappresentazione

Lettura scenica di Elena Guerrini

A seguire dialogo a cura di Elena Di Gioia

con Elena Guerrini, autrice attrice

Andrea Virgilio Franceschi, regista

Laura Albano, fotografa

Jaqueline Monica Magi,magistrata e autrice del libro “Il corpo di una donna”

in foto: Elena Guerrini in un momento della lettura di “Bella Tutta!”

A una stella cadente

“Desiderio di Laura: sapersi difendere da sola“, dal libro di Mara Cerri “A una stella cadente”, edizioni Orecchio Acerbo

“Il motorino. Le Nike. Il piercing… Nel libro dei desideri di Mara Cerri non ce n’è traccia. La sua hit-parade è più concreta. Piacere e piacersi. Sentirsi sicura. Essere in sintonia col mondo che la circonda. Un affresco del desiderio, e del timore, di tutti gli adolescenti: diventare adulti. In italiano, inglese, francese. Perché quel desiderio non conosce confini.”

Questo libro è del 2007 e non si trova facilmente in giro, ma sul sito della casa editrice potete vederlo in pdf : è una bellissima parata di desideri poetici e concreti, buoni per tutte le età.

Istruzioni per un corpo perfetto

(clicca sull’immagine per vederla meglio)

Tutti sanno che la perfezione del glamour è fatta di trucchi, eppure ancora quante donne pensano di dover assomigliare il più possibile alle immagini proposte?

La verità è che ormai le foto patinate sono da considerare illustrazioni di fantasia. Come quando la fotografia non era ancora diffusa sulle pubblicazioni periodiche, e al suo posto c’erano disegni.

Tenete a mente queste istruzioni quando sfoglierete le prossime riviste.

Vedersi o sentirsi?

E. è una delle donne più sensuali che abbia conosciuto. Non somiglia neanche un po’ alle patinate bellezze pubblicitarie, e neanche ad una velina. Ha un’aria impertinente da scugnizzo napoletano, non è alta e neanche magra, e non ha le misure della barbie. Ha un corpo pieno di curve interessanti, che ti fa venir voglia di toccarlo. Ma quello che più lo rende sensuale è l’energia che lo attraversa, il modo di muoversi, naturale, per niente studiato o intenzionalmente seduttivo.

Passiamo molto tempo allo specchio studiando le forme che vediamo. Ma quanto cerchiamo di “sentire” il corpo? Di percepirne la postura e la qualità del movimento?  Probabilmente ha risorse che non abbiamo ancora scoperto. Liberato dai condizionamenti psicofisici che abbiamo assorbito dall’ambiente  può diventare una grande fonte autonoma di energia e di benessere. 

Diventare consapevoli del nostro corpo e  di come ci muoviamo può migliorare l’aspetto fisico più di qualsiasi intervento di chirurgia estetica.

“Ho visto le menti migliori della mia generazione…”

Illustrazione di Marco Cazzato

Un’amica che sto fotografando mi racconta: “Da quando non sto più con mio marito uomini ne trovo, ma solo per andare a letto. Ultimamente vedevo uno che mi piaceva, ma col fatto che eravamo “amici” e lui si trovava così bene a parlare con me finiva che mi raccontava di tutte le altre con cui andava…però allo stesso tempo mi diceva che gli piacevo molto e così mi ha fatto male, ora sto cercando di non vederlo. E ingrasso, mi deprimo e non mi piaccio…”

Ha lo sguardo triste ma quando riesco a farla sorridere è bellissima, gli occhi sono neri e luminosi come solo al Sud sanno essere, la bocca è resa ancora più sensuale da una fossetta sul mento, il seno è pieno e rotondo.

Quante donne, indipendenti e riuscite professionalmente, capaci di affrontare qualsiasi difficoltà pratica e materiale, perdono completamente la propria autostima in assenza di un uomo accanto? Quanto può cambiare da un giorno all’altro la percezione della propria immagine allo specchio, a seconda se una telefonata arriva oppure no?  E quanto è “normale” tutto questo?

Luce

“Moltissime persone sono consapevoli che un certo fulgore può emanare dai visi e dai corpi, rendendoli belli… Alcuni lo considerano inseparabile dall’amore e dall’intimità, non percepito da un senso visivo separato, ma come facente parte del movimento o del calore di una persona intima. Altri possono vederlo nella sessualità di un corpo; altri ancora nella vulnerabilità o nell’intelligenza…  La società limita severamente le descrizioni di questa luce, per impedire che assuma la forza di una realtà sociale… I Riti della Bellezza si offrono di rivendere alle donne un’imitazione della luce che è già loro… studiano il modo di illuminare i loro volti come se fossero fotografie riuscite sfocate.”

Naomi Wolf, “Il mito della bellezza”

Naomi teorizza qui l’industria della Bellezza come pura mistificazione, anzi vera e propria frode. Pubblicità, moda, cosmesi, rubano il Segreto di bellezza delle donne reali – la luce interiore – e lo rivendono,  sintetizzato da artifici e luci di scena, a prezzo maggiorato. Suggestiva teoria, no? E’ un fatto che quando una donna sta bene dentro è bella in qualsiasi condizione di trucco e di luce, mentre se sta male non c’è artificio che riesca ad abbellirla.