Femminile plurale in mostra

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A Firenze, al Caffè letterario Le Murate, una mostra a cura di Martino Marangoni della Fondazione Studio Marangoni riprende il tema dell’autoritratto femminile contemporaneo, proseguendo idealmente la ricerca di una specificità “di genere nel genere”.

Nell’immagine qui sopra si vedono esposti alcuni lavori di Beatrice Lontani: autoritratti in cui l’artista, fresca di studi classici,  ha scelto di interpretare personaggi femminili della tragedia greca, per un sentimento di vicinanza ritenuto non solo personale, ma femminile universale. Narrativamente e visualmente  incisiva.

La mostra è composta in tutto da cinque serie di altrettante fotografe: Martina Aiazzi Mancini, Serena Gallorini, Beatrice Lontani, Costanza Maragliulo, Hoya Pallida.  Qui una panoramica sui diversi punti di vista.

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Veronica e il mostro marino

Superfici umide, vitree, volumi, tortuose curve.

Non ha bisogno di altre parole la forza di queste immagini. Oltrepassate la porta e tuffatevi negli abissi dello sguardo di Veronica Vituzzi sul corpo e su altre galassie vicine ed aliene.

Strade lontane

Francesca Woodman, “On being an angel # 1”

Seguendo le strade alternative alla rappresentazione convenzionale del femminile è molto interessante vedere i modi in cui le donne si sono autoritratte.  C’è chi si è dedicata a deridere ruoli e stereotipi usurati, forzandoli  fino al grottesco: ma c’è anche chi, come Francesca Woodman (1958-1981), da subito ha intrapreso un percorso altro, autonomo. Nel  bel documentario “The Woodmans”  , visto da poco a Firenze,  gli amici di Francesca ricordano di lei, tra le altre cose, la forte sensualità. La ritroviamo espressa in forme originali nelle fotografie dove si autoritrae spesso nuda, all’interno di messinscene che lei stessa costruiva,  lontano anni luce dai codici del voyeurismo maschile.

Un catalogo di una mostra del 2000 con testi e immagini