Agli azzurri specchianti del cielo

© Alessandra Cinquemani

C’era una volta a Prato  un fotoclub di nome Il Bacchino (e c’è ancora), da cui mi capitò di essere invitata come fotografa “ospite” ad esporre un mio lavoro.  L”ospite” in calendario dopo di me era Alessandra Cinquemani, che ebbi modo di conoscere insieme alle sue fotografie prima dell’inaugurazione;  mi mostrò campi di girasoli, spiegandoli come segni di  rinascita da un periodo cupo, il giallo dei fiori e l’azzurro del cielo saturati da un trattamento chimico variato (si era a inizio secolo, anzi millennio).  E poi foto intense dai colori acidi, attori al trucco nei camerini,  still-life dagli echi pop, sagome festose in controluce al gay pride.  Negli anni mi sono tornate in mente più volte:  alcune le ho ritrovate ora sul suo sito (ma avrei voluto ritrovarle tutte: mi mancano l’attrice con il trucco sciolto allo specchio, l’uomo in mezzo alla folla, il sottopassaggio di notte e altre presenze).

Alessandra mi lasciò un suo biglietto da visita, di quelli che non si dimenticano: ce l’ho ancora in un cassetto, sopra c’era una foto che si era fatta puntandosi una pistola alla testa.

Ci siamo ritrovate ovviamente grazie a Facebook; a Campi Bisenzio (Firenze)  il 1 dicembre alle 18, a Villa Rucellai, si terrà una sua mostra dal titolo “Una domenica con Lanciotto” . Lanciotto è l’eroe partigiano locale Lanciotto Ballerini, i soggetti delle foto i tifosi dell’omonima squadra, “e  forse proprio da Ballerini prende vita lo spirito altruistico, antifascista e antirazzista che anima questo gruppo di tifosi”, che alla dimensione del calcio-spettacolo preferiscono quella della periferia, ai campioni viziati “ragazzi che nei giorni feriali sono i vicini di casa, i compagni di fabbrica, gli amici del bar” (dalla presentazione di Serena Becagli)