Il corpo cantato

Il tuo corpo è un campo di battaglia, ricordava alle donne Barbara Kruger in una sua famosa opera. La richiama nel video e attiene a questa verità “Gloria brucia” di Marco Rovelliche così la presenta sul suo canale youtube:

“E’ un testo che nasce come canzone per una relazione d’amore (e brani di Amelia Rosselli e Samuel Beckett a definirla), ma che già dentro di sé aveva materiale (bio)politico. Crescendo, quel materiale ha preso il sopravvento. In tempi di attacco alla 194, il corpo è sempre di più il campo di battaglia. Un grido di resistenza nell’era biopolitica, dunque.(…)”

e Francesca Matteoni, dalla recensione al (bellissimo, ndr) CD di Rovelli LibertAria in cui il brano è incluso:

 “Corpo come [campo di battaglia] di Gloria brucia, canzone dove il personale ed il politico si fondono nella figura di un’amante, irraggiungibile eppure vicina (lo sottolineano i versi di Samuel Beckett e di Amelia Rosselli), che diventa anche la donna spossessata di se stessa, fatta oggetto di un potere mediatico, che spettacolarizza e condanna le naturali, individuali, propensioni dell’essere.”

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© Fabio Barbieri

Prendo in prestito questa foto dal blog di un amico, che me ne ha raccontato la genesi.

Un amore interrotto da giovani, ritrovato intatto da grandi e ripreso superando la distanza geografica. “Una domenica mattina presto, ancora un po’ addormentato, sono entrato in soggiorno. Come sempre quando c’e’ il sole di mattina, la luce arrivava filtrata dalle foglie dell’ulivo del terrazzo. Il contrasto tra l’ordine geometrico di quelle scatoline, del pennello, del pettine, disposti da Giovanna sul davanzale con cura, e le ombre irregolari proiettate dai rami scossi dal vento…”

Il resto è una pagina di diario intimo – non perché parli di sesso, quello non scandalizzerebbe nessuno.

Omissis.

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MILANO, FEBBRAIO 2012 C/O MILAN POLE DANCE STUDIO.
VALERIA BONALUME, CAMPIONESSA ITALIANA 2012

Scatto non pubblicato da uno shooting per Playboy n. 33.  A me ricorda gli schizzi nervosi di Egon Schiele.  Le foto pubblicate sono visibili qui e qui.

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L’occhio maschile_1

Uno sguardo maschile speciale sulle donne negli ultimi quarant’anni è stato quello di Tano d’Amico, grandissimo fotografo di movimenti – qui intervistato da Naima Morelli per Art a part of cult(ure).

“Una storia di donne” è il titolo non solo del libro qui sopra ma anche di una mostra che ha girato diverse città, tra cui Bologna nel 2008 in questa versione.

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