Letizia Battaglia e la Storia

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Oggi è il compleanno di Letizia Battaglia, fotografa di grandezza incommensurabile.

Al MAXXI è ancora visibile, fino al 17 aprile, la sua retrospettiva Per pura passione: ma non andateci pensando di trovarvi a visitare una mostra di foto, magari appese al muro. Piuttosto, arrivando alla parete ricoperta da prime pagine di giornale, e più ancora entrando nelle file di grandi fotografie sospese ad altezza d’uomo, sarete risucchiati nel buco nero della storia recente d’Italia. Soprattutto se la vostra data di nascita si colloca negli anni sessanta o settanta, e certi nomi di vittime assassini e luoghi hanno scandito la quotidianità della vostra infanzia, imprimendovisi in mente ancor prima di capire almeno vagamente il disegno che quei punti andavano formando.

Se siete più giovani e volete documentarvi, o comunque se sentite il bisogno di ricollegare i nodi (nomi e volti) alle rispettive trame, può esservi d’aiuto “Gli anni tra cane e lupo. 1969-1994, il racconto dell’Italia ferita a morte” di Rosetta Loy, libro che ricostruisce serratamente in brevi e puntuali paragrafi i principali fatti di sangue che hanno condizionato -più o meno direttamente – la democrazia in Italia lungo quasi mezzo secolo. Vi ritroverete molti dei personaggi e degli episodi fotografati da Letizia Battaglia, e a quel punto, mettendo insieme immagini e racconto, vi apparirà un affresco, pur non leggibile in ogni punto, simile ad un Trionfo della morte – una peste della democrazia, nella fattispecie. 

“sulla scena, per esempio, di un omicidio…erano tutti uomini, non c’era una donna,  medici legali, giudici che arrivavano erano tutti uomini…in quegli anni sì….e io dovevo portare le foto al mio giornale l’Ora, non mi facevano passare, qualsiasi usciere, chiunque diceva no…perchè ero donna. allora siccome la Rai passava, il collega fotografo passava, io dicevo devo passare, non mi credevano e io mi mettevo a gridare…tutto questo creava panico nella polizia, arrivava il capo dei poliziotti, non so chi fosse, qualche volta era Boris Giuliano, e diceva: signora, passi”.

Letizia Battaglia, “Per pura passione” – intro alla mostra

“Amore amaro”, documentario di Francesco G. Raganato 

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7 Pensieri su &Idquo;Letizia Battaglia e la Storia

  1. È splendido rileggerti qui!
    Detto questo 🙂
    Le parole che hai riportato di Letizia Battaglia han colpito molto anche me, anche per questa ragione, per il tutto peso che c’è dentro, sono felice di ritrovarle QUI.

    Come ti ho raccontato altrove, il suo lavoro dentro l’ospedale psichiatrico e le rielaborazioni delle sue immagini dei morti ammazzati li ho trovati commoventi. Metabolizzando ho poi capito perché, nella mia lettura è forse quel qualcosa di strettamente personale che ti permette di sopravvivere a tutta quella morte.

    Ma son pensieri miei e van presi un po’ così 🙂

    • grazie Iara! questo post ha decantato tanto, e curiosamente alla fine è venuto alla luce in un giorno simbolico (ho realizzato solo mentre stavo scrivendo che è il suo compleanno!). Sì, ricordavo che a te avevano colpito molto quelle foto tra tutte, e alle rielaborazioni riconosco proprio quella funzione di salvataggio – anche guardando i documentari dove lei spiega la genesi, dunque non sono solo impressioni 🙂

  2. Ho visto in seconda battuta uno dei suoi filmati per intero. Il primo.
    Non ho potuto però guardare per intero quello dell’ospedale psichiatrico, non ho potuto emotivamente.

    Sono una pappamolla 🙂

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