Iperbole

 

IMG_3518

Faccio uso di un’iperbole, ché non è di morte che questo post vuole parlare.

Partendo dall’assunto che

“In termini logoanalitici, il significato della morte della madre è qualcosa di intimo, profondo, quasi indicibile: il sentimento che essa genera non è paragonabile a nessun altro dolore: la morte della madre è l’anticipo della propria perché è la morte della persona che ci ha concepito, cullato dentro il proprio corpo, accudito e curato. Non basta tagliare il cordone ombelicale per recidere tale legame; la sua carne è la nostra carne, il suo corpo è un’estensione del nostro (e viceversa), pertanto quando fisicamente lei muore, muore una parte o il principio di noi.” (S.Scibelli, S.Zanardo, S.Capodieci, Madri anziane e figlie adulte: quali sentimenti? )

se è vera  soprattutto quest’ultima parte (parlando, come parla il testo, di figlie femmine), in scala minore la corrispondenza varrà quando nel corpo della madre subisce un danno – anche solo parziale – una funzione centrale come quella della vista.

Il suo è lo sguardo che per primo ci ha fatto esistere, che ci ha messe al mondo non solo letteralmente: e il simbolismo si fa ancora più pregnante se è attraverso quello sguardo che si è imparato a guardare il mondo. Ad amare l’arte (attraverso lunghi pomeriggi a sfogliare le monografie Rizzoli dedicate ai pittori, ad esempio), a riconoscere l’elegante dall’ordinario (i viaggi in nave verso la Sicilia, con compagni di viaggio abbigliati nelle mode più varie degli anni Settanta), il bello dal finto-bello (non dal brutto, ché quello son capaci tutti). A maturare uno sguardo critico in senso etimologico – che discerne e separa. 

Poi, col tempo, il nostro sguardo è diventato altro. 

Ma una macchia cieca nel suo campo visivo è una ferita viva nel nostro essere.

6 Pensieri su &Idquo;Iperbole

  1. complesso… da affrontare con delicatezza…
    l’educazione dello sguardo inizia subito: è la prima cosa.
    un legame indissolubile. madre. e padre, almeno per me.
    non ci ho mai pensato… ma forse “una macchia cieca” è una frattura che riguarda la riflessione, il continuare a riflettersi. una questione reciproca. una dialettica insomma. si resta qui ma in un certo senso muti. una frattura che affronterei con l’unico modo che ho di trascendere: fotografando questa riflessione non più possibile.
    ti abbraccio

    • grazie Efrem…rifletto sulla “riflessione non più possibile”. Ché lo specchio si rompe già quando le identità si separano – e questo può avvenire in periodi diversi della vita per ciascuno/a. Ma indubbiamente un tipo di frattura c’è. Da elaborare, riuscendoci, nel modo che tu indichi.

  2. fallo. se non è una forzatura, fallo senza esitare. può sembrare… cinico? immorale? arrogante? ingiustificabile? e il pudore?
    dipende da te/noi…
    è l’unico modo che personalmente ho per non precipitare. usare il linguaggio della fotografia, della tua fotografia, per raccontare anche intimamente la propria vita.
    se non è una forzatura…

  3. È un argomento intimo e così personale che temo di entrare rotolando rumorosamente… Ma ci provo.
    In questo testo c’è molto, moltissimo per iniziare a “tradurre”, che poi viene anche “incominciando”. Da tutto ció che hai. Recuperando. I frammenti dello specchio e ricomporli nel tuo sguardo. Sono, io credo, saranno un altro specchio. Lo si da per scontato questo… Certo che sarà un altro specchio! Si. Ma è proprio quel qualcosa di altro, familiare eppur “diverso”, che spesso puó lasciare indifesi e sospesi. È un po’ come “portare in grembo” chi ci ha portati in grembo. Tanto da desiderare di tenere questa cosa ancora e ancora e ancora in noi. Forse.
    Ed io – qui il mio fracasso – spero tanto che tu possa incominciare presto.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...