Il corpo cantato

Il tuo corpo è un campo di battaglia, ricordava alle donne Barbara Kruger in una sua famosa opera. La richiama nel video e attiene a questa verità “Gloria brucia” di Marco Rovelliche così la presenta sul suo canale youtube:

“E’ un testo che nasce come canzone per una relazione d’amore (e brani di Amelia Rosselli e Samuel Beckett a definirla), ma che già dentro di sé aveva materiale (bio)politico. Crescendo, quel materiale ha preso il sopravvento. In tempi di attacco alla 194, il corpo è sempre di più il campo di battaglia. Un grido di resistenza nell’era biopolitica, dunque.(…)”

e Francesca Matteoni, dalla recensione al (bellissimo, ndr) CD di Rovelli LibertAria in cui il brano è incluso:

 “Corpo come [campo di battaglia] di Gloria brucia, canzone dove il personale ed il politico si fondono nella figura di un’amante, irraggiungibile eppure vicina (lo sottolineano i versi di Samuel Beckett e di Amelia Rosselli), che diventa anche la donna spossessata di se stessa, fatta oggetto di un potere mediatico, che spettacolarizza e condanna le naturali, individuali, propensioni dell’essere.”