Giulia Caira

storie di donne

© Giulia Caira su Artesera n. 12

Un’artista che si è occupata in modo molto interessante di immagine femminile, e che avevo citato in questo post, è la torinese  Giulia Caira.  Così lei stessa descrive il suo approccio:  “Quello che m’interessa è osservare e indagare la vita delle persone, la loro condizione umana e sociale, attraverso la cronaca, il cinema, la musica, la letteratura. Mi interessano le distorsioni del comportamento che questi nostri tempi provocano nelle persone, il modo in cui la vita privata e la vita pubblica si scontrano.”

Anche lei ha deciso di rivolgersi al crowdfunding in rete, per il suo nuovo progetto Evil Sisters (Perfide Sorelle). Si tratta di una video-installazione correlata da una serie fotografica ed è incentrato sui problemi relativi ai conflitti tra donne. Da una parte l’amicizia e la complicità e dall’altra l’invidia, la rivalità.

Pubblico di seguito il suo messaggio per chi abbia voglia di aiutarla a realizzarlo.

Cari amici e contatti di FB,
Sto lavorando al nuovo progetto “EVIL SISTERS”.
Si tratterà di una sorta di film breve e verrà installato per una mostra personale che si terrà a metà maggio a Bari, in uno spazio molto interessante per l’arte contemporanea, in particolare per la video arte, Muratcentoventidue.
Per questa occasione, ho voluto sperimentare la piattaforma di crowdfunding, IndieGoGo, per verificare questa nuova opportunità per le produzioni d’arte.
Oltre a una breve sintesi del mio lavoro in un video, troverete una traccia del progetto e alcuni spunti di riflessione sulla mia ricerca.
Saranno preziosi tutti i contributi, piccoli e grandi. Sono previste, secondo lo schema IndieGoGo, piccole e grandi ricompense, che vanno da cartoline e souvenir a opere fotografiche, di varie edizioni secondo il tipo di donazione concessa, e sono elencate alla sezione “Perks For Your Contribuiton”.
http://www.indiegogo.com/projects/evil-sisters-by-giulia-caira?show_todos=true .
Per contribuire é semplicissimo. Alla destra del format c’è il pulsante “CONTRIBUTE NOW” con la possibilità di supportare con cifre che vanno da 1 euro fino a somme più consistenti rivolte a collezionisti piccoli e grandi .
Aumentando il numero di visualizzazioni e di sostegni, la campagna, che scadrà a fine aprile, potrebbe farsi notare nel mare di offerte di IndiGoGo anche da funder stranieri.
Oltre ai preziosi supporti sarebbe davvero utile un aiuto per la diffusione del progetto, tramite passaparola e social network.

Per eventuali chiarimenti e/o precisazioni sono a tua disposizione

Grazie mille!

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Beatrice Lontani

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Dalla mostra di autoritratti di cui al post precedente ho voluto approfondire il lavoro di Beatrice Lontani, che è stato il suo progetto finale alla Fondazione Studio Marangoni.

Beatrice Lontani ha un nome evocativo di storia, di passato. Viene da studi classici, e attualmente studia  Storia dell’Arte all’Università.  Nella sua fotografia c’è tutto questo. Viene dal passato, vive nel nostro tempo.

Le ho chiesto di parlarci dei suoi autoritratti.

“Il progetto esposto al caffè letterario nasce nella mia stanza, tra il letto e una finestra, è li che ho appeso un cartoncino e cominciato a scattare.

Ho fatto autoritratti per quasi un anno per completare questo progetto.

Tutto è nato dalle pagine delle tragedie greche che ho studiato al liceo: credo che sia difficile rimanere indifferenti di fronte a personaggi femminili così potenti e ricchi di sfumature, ma il mio fine non era quello di creare delle illustrazioni delle tragedie.

Credo che  Ecuba, Medea, Cassandra, Alcesti, Elettra e Fedra, possano essere considerate degli archetipi femminili privi di tempo, delle donne vere prima che delle eroine, così ho cercato di ricondurre ogni personaggio e ogni sua storia a un tema che ha riguardato e riguarda tuttora tutte le donne.

Ecuba è una madre che ha perso quasi tutti i suoi figli, per questo l’ho rappresentata con una boccia d’acqua vuota, a rappresentare la perdita. Ed è proprio il sangue contenuto nell’acqua raccolta da un’ancella che, nel testo originale, annuncia ad Ecuba la morte di uno dei suoi figli.

Medea è la donna-maga, temuta, irrazionale ma capace di vedere oltre la realtà: ho passato mesi e mesi a studiarla, a fare centinaia di autoscatti, perché è un personaggio davvero complesso e non so ancora se sono riuscita a rappresentare il suo mistero.

Cassandra è la profetessa condannata a non essere mai creduta, mi ha fatto pensare alla solitudine dell’adolescenza, all’incomprensione (altrui, o propria) che ci può avvolgere quando stiamo crescendo.

Il mio fine è comunque quello di lasciare queste immagini alla libera interpretazione di chi le osserva, perché vorrei comunicassero qualcosa anche a chi non conosce la tragedia originale (per questo non scriverò di Fedra, Alcesti ed Elettra).

Per rappresentare questi personaggi mi sono affidata anche ai simboli e alle iconografie della storia dell’arte, ed ho raccolto in un piccolo quaderno (esposto durante la mostra finale alla Marangoni) tutte le ispirazioni, i simboli e le riflessioni alla base delle immagini.

Il titolo del progetto è “Hystera”, in greco antico significa “ultima” e da questo termine deriva “utero” (da cui a sua volta deriva “isteria”).

Chi volesse continuare a seguire Beatrice, e vedere altre foto preparatorie del progetto, può farlo qui sul suo tumblr

Femminile plurale in mostra

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A Firenze, al Caffè letterario Le Murate, una mostra a cura di Martino Marangoni della Fondazione Studio Marangoni riprende il tema dell’autoritratto femminile contemporaneo, proseguendo idealmente la ricerca di una specificità “di genere nel genere”.

Nell’immagine qui sopra si vedono esposti alcuni lavori di Beatrice Lontani: autoritratti in cui l’artista, fresca di studi classici,  ha scelto di interpretare personaggi femminili della tragedia greca, per un sentimento di vicinanza ritenuto non solo personale, ma femminile universale. Narrativamente e visualmente  incisiva.

La mostra è composta in tutto da cinque serie di altrettante fotografe: Martina Aiazzi Mancini, Serena Gallorini, Beatrice Lontani, Costanza Maragliulo, Hoya Pallida.  Qui una panoramica sui diversi punti di vista.

La petit mort – Dana de Luca

dana

© Dana de Luca

Altro tema e altro modo di mostrare mantenendo “una certa distanza” dal soggetto troviamo nel lavoro “Le petit mort” di Dana de LucaUna sorta di opus alchemico attraverso il quale dalla pesantezza della materia (i corpi, la carne, il sesso al lavoro) viene estratto il sublimato più impalpabile e volatile.  Qui è descritto il progetto che si avvale del crowdfunding al fine di realizzare un libro fotografico, autoprodotto, in edizione numerata e firmata di 150 copie, che è possibile ancora per 30 giorni prenotare con un contributo in varie possibili declinazioni. Nel libro le immagini di Dana de Luca si alterneranno con i testi di Janus Pravo, poeta, e Giorgio Bonomi, critico d’arte e curatore.

Guia Besana – Under pressure

trailer del progetto Under pressure di Guia Besana

“Può suonare come un paradosso ma credo che costruire un’immagine da una visione interiore possa essere altrettanto onesto che registrarla dalla vita reale. E’ un modo diverso di mostrare e condividere qualcosa a cui altri possono rapportarsi – mantenendo una distanza ma sollecitando una risposta istintiva”.

Questo è il metodo con il quale Guia Besana (già presente su questo blog con il progetto Baby Blues) ha deciso di descrivere fotograficamente gli aspetti più conflittuali dell’essere donna nella società contemporanea.

“Under pressure” è il titolo provvisorio della nuova serie, che per il momento è allo stadio progettuale. Guia presenta l’idea in una piattaforma di crowdfunding, come un lavoro collettivo, a cui ognuno può contribuire anche in piccola parte, così come indicato sul  sitocon la possibilità di ricevere un’opera dell’autrice.

La presentazione a questo link