Le sfumature del grigio

Non ho niente contro chi sceglie di tingersi i capelli. Io stessa lo faccio. Ammiro però chi sceglie di non farlo. Anni fa vedevo Camilla in palestra (aveva i capelli scuri), senza conoscerla l’avevo notata per la finezza dei suoi tratti.  Tempo dopo ci siamo incontrate e conosciute non a caso in questa occasione, il colore dei suoi capelli era cambiato, non il suo fascino fuori dal tempo.

L’ho fotografata e lei mi ha regalato la storia dei suoi Capelli color grigio topo.

19 Pensieri su &Idquo;Le sfumature del grigio

  1. Potrei sottoscrivere ogni singola parola del tuo post, ma in realtà, come penso immagini, sono qui perchè non ho ricevuto alcun tuo messaggio, contrariamente a quanto mi avevi anticipato sul mio blog.
    Mi sono premurato a dirtelo nel caso che si trattasse di motivi tecnici.

    • io avevo risposto alla mail che mi compariva dal tuo account…cmq vabbe’, ho solo sottolineato l’errata chiamata in causa del junk food su quel tema. Il mondo è pieno di ragazze/donne che al soffrire la fame preferiscono godersi il buon cibo, Basta fare un salto su blog come http://www.curvyfoodiehungry.it per rendersene conto. Ciao, alla prossima.

  2. io la trovo bellissima, io per ora continuo con le meches, pensa che a me hanno “rotto” quando un giorno mi sono fatta castana perchè mi ero stufata di tutte queste bionde in giro, dai figli alle amiche è stato un coro di proteste, alla fine sono tornata al biondo che poi era il mio colore naturale, non so quando deciderò di non tingerli più forse quando troverò il coraggio di tagliarli corti

  3. io sono brizzolato. perché un uomo non è mai grigio. tantomeno topo. semmai porco (nell’accezione che nulla ha a che fare col nobile animale).
    questo come aperitivo in onore del blog che mi ospita.
    non ho mai capito la tinta per fattori correttivi. semmai come scelta legata a un fattore estetico assoluto. o ideologico (il rosso punk), o di genere (il nero, blu, platino suicide girls)… o altro a scelta. ma correttivi… mi sanno di passaggio in carrozzeria. e si vede. oltre a creare una strana e a volte clawnesca distonia. tra il viso e la sua cornice.
    ma il tema non è questo… il tema credo sia la capacità di accettarsi. e l’incapacità di accettazione altrui nei confronti di tanta sfrontatezza. di tanto sberleffo nei confronti del tempo e delle vicessitudini.
    adoro quelli che non si fanno i cazzi propri… danno un senso alla mia volgarità.

  4. Zefirina, la pensi come me – biondo a parte!

    centrato il tema, Efrem. Però se è brutto non voler sembrare quello che sei, è un po’ diverso non voler sembrare quello che non sei ancora! cioè se hai dei capelli bianchi prima del tempo non ti va di essere spostato in fascia terza età in base a quelli.
    anche mio padre è stato brizzolato sin dai 30 anni (ora è bianco), mannaggia ai geni… ovviamente a lui aggiungeva fascino🙂

    • questo è il punto! la non accettazione. e anzi il rifiuto dell’identità biologica. che è diversa da quella anagrafica. un fatto culturale e sociale che coincide con livelli anche estetici secondo me discutibili.
      poi se una persona si tinge, faccia pure. non sono così assolutista. e me ne dispiaccio a dire il vero.

  5. Che bella luminosità, questa donna! Complimenti.
    Molta la grazia e l’eleganza.

    MI piace moltissimo il discorso di efrem: un po’ come tutto il resto della mia personalità estetica, anche i capelli voglio che ne siano parte. Per questo non cambierei mai nulla del mio corpo: colori, tratti, disarmonie, armonie, spigoli o rotondità. NUlla.
    O si lascia tutto così com’è – e in questo caso non c’è dubbio che sia bello – o ci si gioca, si sperimenta.
    Sperimentare sì. Correggere no, grazie.

  6. Amedeo, Efrem, sul principio siamo d’accordo. comunque è molto molto più facile per gli uomini. Senza vittimismi, solo osservazione – come dice Efrem: per gli uomini il grigio topo non esiste🙂
    peraltro la donna del post è una minoranza, e non è per niente rappresentata nelle immagini pubbliche.

    Alessio non è un po’ OT, lo è parecchio…comunque se proprio vuoi saperlo te lo dico, la trovo una scopiazzatura dal personaggio Valentina del fumetto di Crepax che tanto andava di moda tra gli intellettuali già quarant’anni fa, quindi poco interessante, diciamo pure noiosa🙂

    • credo che Olaf sia un artista che o si ama o si odia, io lo amo, la provocazione è per lui una seconda (o prima) natura, molto diversa, per intenderci, da quella di Toscani. E’ certamente un personaggio spiazzante, io però non ho dubbi sul fatto che la maturità femminile da lui messa in ridicolo in modo certamente feroce è solo la maturità inconsapevole, che non ha coscienza di sé, affascinata dai tabù di una società ipocrita.
      La televisione trasmette in questo momento una Patty Pravo mostruosamente artefatta dall’ennesimo intervento plastico e l’intervistatrice le dice, mentendo spudoratamente, che è bellissima, sempre giovane, immutata ed altre cazzate del genere. Questo è altamente diseducativo ed offensivo per una donna, non la dissacrante Cindy C di Olaf, che senza dubbio provoca una risata ironica, cattiva, ma che un pensierino sulla dignità che una donna deve conservare davanti all’erosione del tempo lo suscita certamente.
      Ci siamo spinti ben oltre la tintura per i capelli……..

  7. Bellissima! Io vorrei poterci riuscire quando sarà il momento a portare con naturalezza il mio grigio. Infatti ho notato anch’io la bellezza, la luminosità di donne che lo portano, tra cui una mia carissima amica.

  8. Bellissimi ritratti, come al solito, ormai ci siamo abituate/i🙂 Sul grigio naturale, o meglio sul mix di capelli bianchi e capelli neri (B/N) che crea il grigio dell’intere chioma: bisogna che stiano bene al proprio viso. Una quindicina di anni fa non la pensavo così, e ancora prima, quando a trentadue anni ho notato il primo capello bianco, ho dichiarato che non li avrei tinti mai e poi mai! Perché tingere i capelli? etc. etc. E del resto, avevo esempi di bellissime donne con i capelli grigi, e dicevo: ecco, io sarò come loro. Seeee, a quell’epoca, dopo averli rasati a mezzo centimetro per più di un lustro, mi lisciavo i capelli che ricrescevano, poi, a quarant’anni, ho deciso di lasciarli crescere ricci naturali come erano veramente, e per riconquistare il riccio ce n’è voluto eh. E così, all’insegna della naturalità, mi sono dovuta arrendere alla constatazione che i fili bianchi nel mio riccio naturale facevano un effetto, per me, orribile. Estetica, quindi. Dopo i colpi di sole, durati qualche anno, tipica soluzione di compromesso, sono passata alla soluzione assoluta: tingerli del mio colore naturale. E anche in questo caso, non mi difettavano gli esempi: guardando la fotografia di nonna Dolores che tengo in soggiorno tra i Lares (ahahah) e i contemporanei, considero che in quel ritratto aveva ottantatré anni, gli occhialini, e tutti i capelli neri.

  9. Paola, grazie del contributo – sul tema capelli in particolare mi pare che ci si intenda bene🙂
    e sì, pensa che io ho persino comprato un libro di un’americana dal titolo “io non mi tingo!” per vedere se mi convinceva, ma niente. Ho deciso che ne riparleremo (con me stessa) tra un paio di anni.

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