Cambi di prospettive

roberta_22Roberta Carlini, giornalista, è coordinatrice del sito di informazione economica Sbilanciamoci.info e caporedattrice di inGenere,  rivista on-line che analizza questioni economiche in una prospettiva di genere,  “perché l’economia – con tutte le altre scienze sociali – ha bisogno di essere riletta con uno sguardo che assuma la differenza tra i sessi e denunci le disuguaglianze.”

Rilettura particolarmente urgente ora che l’economia è al centro di tutti i dibattiti – lo dimostra il fatto che negli ultimi tempi Roberta è stata invitata a parlare in contesti molto vari: la mostra di arte contemporanea “Declining Democracy – Ripensare la democrazia tra utopia e partecipazione”, il congresso dell’Associazione Nazionale Infermieri di Area critica “Infermieri, area critica e le sfide dell’economia”, e l’ultima – sabato 26 novembre – il ciclo di incontri sulla crisi economica e finanziaria dell’Europa organizzato da perUnaltracittà  e Democrazia Km Zero a Firenze in Palazzo Vecchio.

In questo ultimo appuntamento, tra le altre cose ha parlato di questo; nonché del suo recente libro “L’economia del noi” , che auspica un ulteriore cambio di prospettiva:  dalla divisione alla condivisione, dalla frammentazione alla cooperazione, in una parola dall’io al noi appunto, attraverso storie di microcredito, cohousing e altre forme di pratiche collaborative e  solidali.

Contro la violenza: realtà e rappresentazione

Artemisia Gentileschi, Giuditta e la fantesca Abra con la testa di Oloferne, 1611-12

Questo post nasce da questo di Giovanna Cosenza, che vi invito a leggere attentamente.

Sullo stimolo di questa discussione sono andata a cercare in Google le immagini corrispondenti alla chiave di ricerca “contro la violenza sulle donne”.  Il risultato potete vederlo  qui.

In questi giorni dovevo inserire nel blog di Libere Tutte il post sulla giornata di oggi:  dopo averci pensato ho scelto di non mettere immagini, non trovandone nessuna che esprimesse in modo soddisfacente la volontà di contrastare la violenza sulle donne.

Su questo blog, invece,  ho pubblicato nel post di ieri l’autoritratto di Nan Goldin con i segni delle botte prese dal fidanzato: è uno scatto cruciale nella vita della fotografa, perché segnò la presa di coscienza e l’inizio dell’uscita dal tunnel autodistruttivo di dipendenze da droghe e relazioni. Fotografandosi in quelle condizioni, Nan poté finalmente “vedersi”, e decidere di salvarsi.

La fotografia “realista”, a differenza dell’immagine costruita, documenta direttamente i segni della violenza: e,  a meno che non sia così cruda da far girare lo sguardo dall’altra parte, nonpuò lasciare indifferenti.  Ti dice “E’ successo” – direbbe Barthes: ma in realtà qui è da intendersi con: “Succede tutti i giorni”.  Ti costringe a “sentire” quei segni sulla tua pelle, e dunque a sentire il problema, e  può trasformare la semplice consapevolezza razionale in voglia di reagire.

Al contrario, le immagini costruite  con il make up “faccia pesta” non toccano né smuovono niente.  Non stimolano l’identificazione.  E la maggior parte delle immagini che ho trovato con la ricerca mi lasciano fredda, oppure mi irritano quando l’immagine è estetizzata e/o ambiguamente  seduttiva, come nell’esempio del post di Cosenza oppure in  questo, che ricorderete.

La foto può documentare il problema, far prendere coscienza:  con l’immaginazione creativa  si dovrebbe andare oltre, verso la via d’uscita – altrimenti a cosa serve immaginare?

E, come detto nei commenti al post di Cosenza, sarebbe opportuno pensare ad una rappresentazione che coinvolga anche gli uomini.

Aggiornamento: sempre su Disambiguando la discussione è  proseguita facendosi molto interessante con quest’altro post.

Giornata internazionale contro la violenza sulle donne a Firenze

Nan Goldin, autoritratto dopo le botte – 1984

LIBERE TUTTE organizza

VENERDI’ 25 NOVEMBRE

Giornata internazionale contro la violenza sulle donne

ore 17.30-19

Firenze, Piazza dei Ciompi, Loggia del Pesce

Lezioni (brevi) di:

Anna Bainotti – Associazione Artemisia centro antiviolenza Firenze – La violenza maschile contro le donne: succede quando nessuno vede.

Elodie Migliorini e Valentina Castelli – Ass. Artemisia centro antiviolenza Firenze –  Gli stereotipi nelle relazioni e la violenza

Proiezione video

Canti di lotte con Musiquorum

Introduzione, coordinamente e allestimento dell’aula a cura di Libere Tutte

Un’altra rivista

E visto che abbiamo da poco parlato di riviste, per respirare aria decisamente diversa invito chi non la conoscesse già  a sfogliare l’ultimo numero di XXD – rivista di varia donnità, molto bella sia per la grafica che per i contenuti, tanto che verrebbe voglia di averla tra le mani fatta di carta contro ogni buon senso ambientalista. E a questo post metto di proposito il tag “riviste femminili”,  perché mi piace ampliare i sensi delle cose.

Inside

                  foto per Inside di Francesca Stampone

INSIDE   –  Coreografia e danza: Francesca Stampone

in me l’amore, l’incanto, la perdita, la sofferenza
in me i ricordi, la speranza,
la ricerca di un luogo, uno spazio intimo , di quiete, da cui ripartire.

Il 19 novembre 2011 alla Sala Eventi di Officine Giovani, Prato, ore 21.30. Ingresso libero, posti limitati. Prenotazione consigliata (Officina Giovani 0574 1836753,  staff@officinagiovani.it)

L’evento fa parte dell’edizione 2011 del progetto Bodysongs – Corpi che cantano. Il programma completo qui.

“…Le coreografie scaturiscono dall’esperienza profonda di un individuo: dai suo viaggi, dalla sua storia personale, dalle sue letture… da tutto ciò che costitusce la sua essenza.
Il movimento risiede nel corpo e trova nel corpo il proprio mezzo di espressione principale. In natura non esistono due corpi uguali. In natura non esistono due movimenti uguali.”

Amica di ieri

Da questa pagina di Amica del 1977 una giovane Emma Bonino raccontava episodi difficili della sua vita e il suo impegno per cambiare la condizione femminile.  Amica, ai tempi, si distingueva per essere una rivista “avanti”, decisamente dalla parte delle donne.

La stessa rivista oggi, novembre 2011, cerca di ricacciare la testa delle donne sottacqua con immagini e parole che le incatenano ai peggiori stereotipi – sposa sexy casalinga, più mamma – magrissima – più donna, venere in pelliccia, ho conquistato il mio amore con la cucina e così via.

Un bellissimo post sull’argomento lo ha scritto State of Mind.

La triplice copertina ha fatto arrabbiare di brutto anche gli animalisti, e la direttrice è stata costretta a giustificarsi e promettere incontri con le associazioni. Non sarebbe male se anche come donne le scrivessimo in molte,  pacatamente  ma fermamente,  che Amiche così è meglio perderle che trovarle.

(vedi anche alle voci: Backlash,  Susan FaludiNostalgia canaglia, su Lipperatura)