Fotogrammi dal Festival InArteDonna – Avamposti 2011

Alessia Innocenti in Bye Baby Suite, di Chiara Guarducci  – “Nello spazio intimo di una stanza d’albergo, pochi spettatori spiano Marilyn nei vuoti della sua solitudine. Un ritratto a nervi scoperti di un’artista abusata e mal compresa, di una donna alla deriva, in una notte che trabocca di ricordi, sogni, ombre.”

dall’alto: Barbara Valmorin e Alvia Reale in La porta, di Stefano Massini – dal romanzo di Magda Szabò. Un’indagine spietata sul legame che si crea fra due donne diversissime. Da un lato la scrittrice Magda, agiata e sola. Dall’altro la cosiddetta “vecchia”: Emerenc, donna delle pulizie. Emerenc non accetta di condividere niente di sè con nessuno al mondo: mantiene una distanza di sicurezza fra sè e gli altri e non permette ad anima viva di varcare quella porta

dall’alto: Silvia Frasson, Monica Bauco e Antonio Fazzini leggono alcuni dei testi finalisti del Premio di drammaturgia Avamposti d’Autore

Post anti-bavaglio a reti unificate

Un’Altra Donna aderisce alla protesta di ValigiaBlu.it contro il comma 29 (cosiddetto “ammazzablog”) del Ddl di riforma delle intercettazioni. Questo il testo da diffondere se volete unirvi alla protesta (se non avete un blog anche tramite FB o Twitter):

Cosa prevede il comma 29 del ddl di riforma delle intercettazioni, sinteticamente definito comma ammazzablog?

Il comma 29 estende l’istituto della rettifica, previsto dalla legge sulla stampa, a tutti i “siti informatici, ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica”, e quindi potenzialmente a tutta la rete, fermo restando la necessità di chiarire meglio cosa si deve intendere per “sito” in sede di attuazione.


Cosa è la rettifica? 
La rettifica è un istituto previsto per i giornali e le televisione, introdotto al fine di difendere i cittadini dallo strapotere di questi media e bilanciare le posizioni in gioco, in quanto nell’ipotesi di pubblicazione di immagini o di notizie in qualche modo ritenute dai cittadini lesive della loro dignità o contrarie a verità, questi potrebbero avere non poche difficoltà nell’ottenere la “correzione” di quelle notizie. La rettifica, quindi, obbliga i responsabili dei giornali a pubblicare gratuitamente le correzioni dei soggetti che si ritengono lesi.
Quali sono i termini per la pubblicazione della rettifica, e quali le conseguenze in caso di non pubblicazione? 
La norma prevede che la rettifica vada pubblicata entro due giorni dalla richiesta (non dalla ricezione), e la richiesta può essere inviata con qualsiasi mezzo, anche una semplice mail. La pubblicazione deve avvenire con “le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono”, ma ad essa non possono essere aggiunti commenti. Nel caso di mancata pubblicazione nei termini scatta una sanzione fino a 12.500 euro. Il gestore del sito non può giustificare la mancata pubblicazione sostenendo di essere stato in vacanza o lontano dal blog per più di due giorni, non sono infatti previste esimenti per la mancata pubblicazione, al massimo si potrà impugnare la multa dinanzi ad un giudice dovendo però dimostrare la sussistenza di una situazione sopravvenuta non imputabile al gestore del sito.
Se io scrivo sul mio blog “Tizio è un ladro”, sono soggetto a rettifica anche se ho documentato il fatto, ad esempio con una sentenza di condanna per furto? 
La rettifica prevista per i siti informatici è quella della legge sulla stampa, per la quale sono soggetti a rettifica tutte le informazioni, atti, pensieri ed affermazioni ritenute dai soggetti citati nella notizia “lesivi della loro dignità o contrari a verità”. Ciò vuol dire che il giudizio sulla assoggettabilità delle informazioni alla rettifica è esclusivamente demandato alla persona citata nella notizia, è quindi un criterio puramente soggettivo, ed è del tutto indifferente alla veridicità o meno della notizia pubblicata.

Posso chiedere la rettifica per notizie pubblicate da un sito che ritengo palesemente false? 
E’ possibile chiedere la rettifica solo per le notizie riguardanti la propria persona, non per fatti riguardanti altri.

Chi è il soggetto obbligato a pubblicare la rettifica?
La rettifica nasce in relazione alla stampa o ai telegiornali, per i quali esiste sempre un direttore responsabile. Per i siti informatici non esiste una figura canonizzata di responsabile, per cui allo stato non è dato sapere chi sarà il soggetto obbligato alla rettifica. Si può ipotizzare che l’obbligo sia a carico del gestore del blog, o più probabilmente che debba stabilirsi caso per caso.
Sono soggetti a rettifica anche i commenti?
Un commento non è tecnicamente un sito informatico, inoltre il commento è opera di un terzo rispetto all’estensore della notizia, per cui sorgerebbe anche il problema della possibilità di comunicare col commentatore. A meno di non voler assoggettare il gestore del sito ad una responsabilità oggettiva relativamente a scritti altrui, probabilmente il commento (e contenuti similari) non dovrebbe essere soggetto a rettifica.
Qui l’articolo completo

A me gli occhi, passanti!…siamo in onda

“Ma come porti  i capelli bella bionda

…vado in onda!”

Musa a me stessa

Da oggi è in onda il nuovo fiammante sito-blog di Rosaria Lo Russo, curato dalla sottoscritta!

Poesie, traduzioni, saggi e letture dal vivo da una delle voci più interessanti  della poesia contemporanea.

Avamposti 2011 al Castello di Calenzano

Teatro Manzoni, la volta affrescata del soffitto

 

mercoledì  21 settembre ore 21.30              

ALTANA E CORTILE DEL CASTELLO

INARTEDONNA

VIDEO, FOTO, PITTURA, SCULTURA, PERFORMANCE

VIDEO:

LIBERE di Cristina Comencini

VACANZA, TREVI, IL GIARDINO DI ECHO PARK di Monica Gazzo

MARCELLE RAGOT di Daniela Trastulli

VIDEAZIONE METABASICA di Bona Baraldi

segue INCONTRO

L’immagine, il corpo e l’identità delle donne

MOSTRE:

foto e opere di Laura Albano, Monica Gazzo

PERFORMANCE:

CAMILLE CLAUDEL di Monica Bauco

DONNA di Bona Baraldi

ingresso 5 €

Le mie foto in mostra saranno alcuni volti formato 50×70. La mostra è visibile anche domani sera ad ingresso gratuito, per la festa del ventennale del Teatro delle donne.

M.M. a teatro

Foto di Bert Stern, dal volume “The last sitting” (1962)

Nel programma di Avamposti 2011 a cura del Teatro delle Donne di Calenzano sono presenti ben due spettacoli che si ispirano a Marilyn Monroe. Il primo è stasera al Teatro Manzoni, l’altro  sabato 24 settembre ambientato in una camera dell’Hotel First a Calenzano (FI).

domenica 18 settembre

ore 22.30

Teatro Manzoni

NUDA

Omaggio a Marilyn
Monroe

di e con Rosalba
Di Girolamo
regia Fulvio Cauteruccio
produzione Arteatro

Nel 1962 muore in circostanze ancora oscure Marilyn Monroe, icona di bellezza e amante del presidente Kennedy. Oggi muoiono in circostanze varie le identita’ di centinaia di donne, non sempre note ma spesso altrettanto sedotte dal potere. Un filo rosso lega queste storie: la fragilita’ del corpo della donna quando e’ consegnato al potere e un filo nero le tesse: la morte dell’identita’ della donna.

sabato 24 settembre 

ore 20.30  e 21.30 

Hotel First Calenzano

BYE BABY SUITE

di Chiara Guarducci
con Alessia Innocenti

Nello spazio intimo di una stanza d’albergo, pochi spettatori spiano Marilyn nei vuoti della sua solitudine. Un ritratto a nervi scoperti di un’artista abusata e mal compresa, di una donna alla deriva, in una notte che trabocca di ricordi, sogni, ombre. Ne esce un ritratto dissacrante e tragico, un’onda che si disfa per rimontare, scandalosa come una preghiera.
posti limitati con prenotazione obbligatoria

Il programma completo del festival qui

Il Premio Avamposti 2011 – l’immagine, il corpo, l’identità delle donne

Ritratto di Martina (The mood I’m in)
 in mostra al Teatro Manzoni

Sabato 17.09 ore 21.30  TEATRO MANZONI
 
AVAMPOSTI D’AUTORE

premio di drammaturgia seconda edizione

SERATA DI LETTURE E PREMIAZIONE

Letture a cura di Monica Bauco, Luisa Cattaneo, Antonio Fazzini, Silvia Frasson, Gabriele Giaffreda

Brevi testi inediti per una serata di letture. Attori e autori danno voce alla microdrammaturgia.

Una qualificata giuria composta da Rossella Battisti (critico teatrale), Silvia Calamai (docente universitaria), Laura Caretti (docente universitaria), Maria Cristina Ghelli (direttore artistico e Presidente del Teatro delle Donne), Teresa Megale (docente universitaria e Presidente di ScandicciCultura), Elena Pugliese (autrice) assegnerà il premio che consisterà nella presentazione del testo integrale in mise en éspace nell’ambito della stagione del Teatro Manzoni.

In occasione del 20° anniversario del Teatro delle Donne il Premio Avamposti d’autore è dedicato alle autrici di teatro e al tema dell’immagine, del corpo e dell’identità delle donne.

I testi che verranno proposti in lettura sono:

MAMMA… FELICE! di Virginia Alba

UNA BRILLANTE PECORA NERA di Valeria Bianchi 

DORIS EVERY DAY di Laura Bucciarelli

DEGENERATION/DEGENDERATION di Francesca Falchi

SHE/LEI di Clara Galante

SENZA GIOIA di Ilaria Mavilla

PREZZO di Francesca Satta Flores

In mostra foto di Monica Gazzo  e mie (vedi immagine sopra)

Braccio di ferro

Cindy Sherman per Mac Cosmetics

La notizia è apparsa poco tempo fa su Light Box, la rubrica del photoeditor del Time. MAC, la famosa azienda di cosmetici, ha scelto come testimonial per la sua linea autunnale non una top model fotografata da un fotografo di punta bensì  la quotatissima artista Cindy Sherman.  Che ha usato i cosmetici MAC  in perfetta linea con la sua arte, interpretando tre personaggi diversissimi tra loro  (vedi GALLERIA): “Sherman uses the line to completely alter her look appearing as a garish heiress, a doll-like ingénue and a full-on clown”

L’articolo loda giustamente il coraggio della MAC Cosmetics: non trattandosi certo di immagini “graziose” la risposta del pubblico non è affatto scontata.  La cosa più interessante però è che Sherman mostra il trucco non più come un mezzo per nascondere difetti,  ma come  strumento di trasformazione,  di creazione di personalità.

“She showcases makeup as a tool for transformation, not only for hiding flaws and spots but as something that can also create personas.”

Quando l’arte rivoluzionaria si presta al mercato  (è successo con Barbara Kruger) è facile che la sua carica sovversiva si perda, neutralizzata, fagocitata da una forza spesso superiore.

Ma in questo caso non succede: nel braccio di ferro vince l’arte.

In Italia potrebbe succedere, forse, tra un secolo – visto che gli unici personaggi a cui per ora si può giocare sono bambole o felini.

AGGIORNAMENTO:  stamani su Twitter e Fb circola voce che l’utilizzo del nome di Cindy Sherman da parte di MAC non sarebbe frutto di un accordo ufficiale con l’artista. Se così fosse dispiace per l’ambiguità e il danno all’artista,  in ogni caso l’idea resta geniale, e fa vincere l’arte anche soltanto evocandola.