Il coraggio del Direttore

Vogue Italia giugno, particolare della copertina

E dunque, dopo la petizione contro i siti pro-ana che ci era parsa contraddittoria e insufficiente, diamo atto che Vogue ha dato finalmente un segnale forte, esponendosi in prima persona nell’affermare che la bellezza non è necessariamente sinonimo di magrezza. Lo ha fatto con una copertina ed un servizio che potrà attirare (e lo sta già facendo) critiche di altro segno, per aver usato un erotismo poco velato: ma in questo caso, la direttrice Sozzani lo dice chiaramente, è stata una scelta mirata a creare un’eco più vasta possibile.  E  credo che abbia ragione: io posso dire che avrei preferito un servizio in stile più naturale e sobrio, alla Peter Lindbergh – ma probabilmente non ne avrebbero parlato in molti (all’interno comunque ci sono foto “vestite”, e sul tema un articolo di Michele Serra e un raffronto con le forme nell’arte contemporanea).

E invece la scelta è stata provocatoria fino in fondo e, insieme agli elogi, ha provocato un fuoco incrociato di doppie critiche – per i corpi non canonici, e per il nudo. L’effetto delle due cose insieme è stato deflagrante – i commenti sono stati centinaia sul “blog del Direttore”, e l’eco sul web è ancora vivo.

Proprio i commenti sono stati la parte più sconvolgente: se c’è stato chi – donne e uomini – ha espresso entusiasmo e gradimento in toni normali, non è mancato chi è regredito all’insulto da scuola elementare (qualche donna ma soprattutto uomini) e chi (donna) per sentirsi bene deve etichettare con disprezzo il diverso da sé: un successivo post del Direttore per spiegare che non era una questione di schierarsi tra grasse e magre non è servito a placare gli animi – anzi. Ci sarebbe materiale per uno studio antropologico –  sulla genesi dell’odio per il diverso.

Ma soprattutto la cattiveria nei commenti di chi offende “le grasse” (c’è chi arriva a dire che tutte le grasse sono cattive come Sabrina Misseri…) fa pensare: a quanti fantasmi si proiettano sul corpo delle donne.

(qui trovate riuniti alcuni dei commenti più regressivi)

Indubbiamente il Direttore stavolta ha avuto coraggio. “Sono sempre di più le lettrici che, anche sulle rivista di moda vogliono veder rappresentato il mondo reale, fatto di persone non ossessionate dalla propria magrezza ma capaci di accettare e rispettare il proprio corpo per come è nella sua naturalezza”. Noi lo dicevamo da un po’. Ora speriamo che dopo un esordio sopra le righe i corpi femminili “non conformi” possano entrare più tranquillamente a far parte dei normali servizi di moda (già all’interno di questo numero si è iniziato, va detto). Senza insulti e senza scandali. Perché le donne di tutte le forme, semplicemente, esistono.

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39 Pensieri su &Idquo;Il coraggio del Direttore

  1. leggendo i commenti noto che il 90% dei “contro” hanno contenuti e terminologia simili, ripetuti allo sfinimento…
    qui un piccolo estratto in cui ho raggruppato ed evidenziato le ripetizioni:
    http://tiny.cc/uihsv
    non è un lavoro precisissimo perché l’ho fatto con word man mano che leggevo…
    posso ipotizzare un troll?
    negli anni ne avrò incontrati almeno una decina (purtroppo!), ormai quando vedo un thread con commenti troppo simili, mi viene naturale sentire puzza di clone.

    ma pur con meno ossessività e intolleranza del troll, anche la società pensa che i chili in più (pochi o tanti) siano una colpa da scontare.. in America si dice già “Fat is the new nigger” e se le donne devono combattere per mantenere e ampliare la parità, le donne in sovrappeso devono combattere il doppio, la discriminazione va oltre il semplice gusto estetico: a parità di posizione e qualifica una donna guadagna meno di un uomo, ma una donna grassa guadagna meno di una donna magra.

    definire queste modelle brutte e insane è specchio di una nuova xenofobia che è normale per certi lettori di Vogue: sono stati educati per decenni allo standard magro e ora non possono riconoscere la bellezza in altre forme.

    mi ha fatto piacere che la Sozzani rispondesse ai commentacci con un nuovo post…

    • ciao Patrizia, scusa se ti ho fatto aspettare!
      complimenti per il lavoro sui commenti, devo dire che al troll non avevo pensato…in effetti si ripetono molto, anche come toni .
      Si questa cosa del grasso come colpa da scontare è molto presente, in contraddizione con l’laltra equivalenza grasso=patologia. Alcune frasi fanno sbellicare, tipo quello che dice + o -che” le snelle comprano l’alta moda mica le nullafacenti che passano le giornate davanti al frigorifero”…
      Anch’io penso che la percezione del bello/brutto sia molto condizionata dallo standard imposto per decenni. Chi definisce oggettivamente brutti questi corpi chiaramente ignora o fa finta di dimenticare secoli di arte.
      E sì, anche a me ha colpito favorevolmente la posizione etica di Sozzani che nei post successivi ha ribadito il valore della solidarietà tra donne. Da una rivista di moda mi pare il massimo che si possa pretendere, onestamente.

  2. Ma infatti queste modelle, indipendentemente da gusti estetici personali, non sono per niente brutte..sono belle e sexy.
    Oltretutto qui l’utilizzo del femminile erotizzato ha un senso ben preciso: mostrare che anche le modelle curvy sono sexy come e forse anche più delle loro colleghe, cioè qui l’erotismo non ha una valenza “mercificante” come negli spot che mettono una modella mezza nuda per pubblicizzare un automobile, una bibita o cose che non hanno a che fare col corpo.
    Poi forse rischio di dire una cavolata, ma credo che una donna cicciotella sia oggettivamente più sexy di un uomo cicciotello…io una copertina di Vogue con fotomodelli maschi sovrappeso in pose sexy proprio non riesco ad immaginarla..mi sembrerebbe ridicola, buffa mentre loro non sono ridicole per niente…ma forse lo dico solo perchè sono un maschio etero, certamente ci saranno donne a cui piace l’uomo grasso (o perlomeno spero che alcune trovino sexy un po’ di pancetta: non sono grasso anzi sono gracile di corporatura, ma, data la mia vita sedentaria e pigra, ho un po’ di pancetta, la “buzza” come dicono in Toscana). scusate se ne approfitto per parlare di me.

    • però mi viene in mente che nel film Full Monty che parlava di un gruppo di disoccupati inglesi tutt’altro che “fighi” che per sbarcare il lunario s’improvvisano spogliarellisti garantendo il “servizio completo” cioè di restare completamente nudi, c’era un ciccione (interpretato da Mark Addy) mentre lo smilzo bruttino era Robert Carlyle.

    • “ma credo che una donna cicciotella sia oggettivamente più sexy di un uomo cicciotello”

      ci tengo a precisare che parlo di persone con qualche chilo di troppo rispetto al peso-forma, non di obesi, quello è un altro discorso.

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  4. Paolo, sono d’accordo con te sul fatto che qui il nudo è mostrato “per sé” e non associato ad un prodotto. Anche se indubbiamente è un espediente, come già detto – ma più che per vendere in questo caso per farsi sentire.
    Sull’uomo uhmm, non mettiamo troppa carne (sic) al fuoco, per ora restiamo sul topic, grazie 🙂

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  6. Va be’ , concordo che per il pubblico di Vogue sara rivoluzionario e che alla Sozzani finalmente si puo concedere il dono della coerenza, e che su internet si possono sfogare anonimamente tante pulsioni brutte, embe?
    Intendo dire che se non me lo spiegavate voi io dalla sola foto mica lo avevo capito che si parlava di una cicciona.

  7. @,mammamsterdam, la netta sensazione è che faccia parte di un flusso di cambiamento, in cui ogni media sta facendo la sua piccola parte, slittando gradualmente i parametri. Per ogni media il cambiamento è da decodificare nel rispettivo contesto, per cui se un corpo come questo lo vedi per strada è normale, se lo vedi sulla cover di Vogue annuncia un possibile mutamento di costume – e il costume non è mai solo limitato alla moda, sono tutti campi comunicanti ognuno col suo linguaggio.

    Nei commenti ci vedo qualcosa di più che lo sfogo anonimo di pulsioni brutte, non diresti semplicemente così di un sito razzista.

  8. Cara Laura, sicuramente un passo avanti! Peccato solo non il nudo – affatto – ma le pose delle modelle che molto spesso sembrano alludere alle case di piacere. E’ molto difficile, sembra, arrivare a un’idea di fisicità e di erotismo femminile che non sia caricaturale e soprattutto allusiva a un corpo che sia anche “proprio” e non ridotta a un corpo “da guardare” in pose innaturali.

    • Non ci vedo niente di caricaturale in quelle immagini..quanto all’innaturale bè è vero che di solito a tavola non si sta in quel modo, ma ogni corpo ritratto in foto è “da guardare”.

      • Paolo, sinceramente l’allusione a bordelli extra lusso mi sembra palese, data la compresenza di donne seminude, ingioiellate, con atteggiamenti fortementi ammiccanti. Mi stupisco invece del fatto che queste immagini possano essere considerate sexy, senza accorgersi di come siano “caricate”. La sensualità della donna non è questa, io come donna non mi sento rappresentata nella mia sensualità in queste immagini, che mi fanno persino un po’ ridere. Poi – per carità – questo è un mio sentire personale, anche se – sentendo tante mie amiche – più diffuso di quanto sembri. Però mi fa tristezza che la rappresentazione della sensualità femminile debba oscillare generalmente tra il suo annullamento totale (vedi modelle androgine) e una vera e propria caricatura alla playboy. Non si riesce a immaginare altro, almeno nel mondo della comunicazione di massa?

      • Valentina, Amarena: sono d’accordissimo sul fatto che ci potrebbero essere tante rappresentazioni preferibili della sensualità femminile (anche se questa è una tra le tante, certo una delle più convenzionali). A me non fa pensare al bordello, piuttosto ad un festino tipo Eyes wide shut – soprattutto guardando il video di backstage, le ambientazioni.
        Però il linguaggio della moda non è mai di per sé rivoluzionaria: gradualmente assorbe e rimanda i cambiamenti della società. Un passo per volta, probabilmente. Intanto sta cercando di assimilare il superamento del “canone estetico unico”, e noi qui stiamo giudicando questo passo. Poi si spera che riesca a tradurre l’esigenza di naturalità anche in forme estetiche più consone. Anche se le immagini “caricate” fanno pare della natura stessa di Vogue. Comunque un tipo di sensualità bella, sobria e naturale era molto “in voga su Vogue” a cavallo tra fine ’80 e primi ’90: dovrebbero semplicemente ricordarsene.

      • Quoto Valentina,

        È più che evidente che è una rappresentazione “patinata” di un bordello: o per caso ti sei mai imbattuto al supermercato con una tizia in gonna leopardata, seno all’aria tacchi a spillo e maschera sul viso. Dai su. Non neghiamo l’evidenza. Le foto sono ad uso e consumo di un pubblico maschile e più consone a un Playboy che ad un Vogue. Su Vogue dovremmo vedere vestiti, taglia 48 stavolta, ma vestiti.
        Non so perché, ma già immagino Tinto Brass con gli occhi fuori dalle orbite e la bava. Orrenda immagineeeee!!!!

      • ok ,ho notato anch’io che queste foto sono più da Playboy che da Vogue, ma faccio notare che la sensualità femminile è multiforme, ..e quello della foto è un tipo di sensualità, non piace? è troppo caricato? si preferisce la sensualità della Venere botticelliana? Ok, ci sta, è un’opinione che posso pure condividere, ma non posso negare che il sexy può essere anche questo, può essere anche Playboy..non mi piace non mi riconosco? questo è legittimo ed è giusto battersi affinchè la sensualità femminile non sia solo Playboy.
        e a proposito di bordelli di lusso, vi siete scordati l’Olympia di Manet? lo so benissimo che la foto di copertina di Vogue non è paragonabile al capolavoro pittorico di Manet, ma dire che che queste foto ricordano un bordello non significa che siano brutte foto.
        Amarena, come avete fatto notare quelle foto sono troppo patinate per attirare l’interesse di Tinto Brass

      • oltretutto è risaputo che a Tinto piace il culo femminile e l’ascella pelosa, e in quelle foto non si vedono. Tra l’altro credo che un’ascella pelosa su Vogue non si vedrà mai!
        Ok, la smetto.

      • “A me non fa pensare al bordello, piuttosto ad un festino tipo Eyes wide shut – soprattutto guardando il video di backstage, le ambientazioni.”

        fidelio…scusate, non ho resistito! adoro il Maestro Kubrick

      • @unaltradonna “A me non fa pensare al bordello, piuttosto ad un festino tipo Eyes wide shut – soprattutto guardando il video di backstage, le ambientazioni.” Forse a me invece fa pensare a un bordello perché sono rappresentate solo donne come “esposte” in attesa, in un festino dovrebbero esserci donne e uomini insieme. D’accordissimo sulla tua analisi del linguaggio della moda. Io direi che oltre a non essere rivoluzionaria ha anche alla base un presupposto sessista. La moda non è “paritaria” o almeno non lo è ancora, nel senso che gioca sempre su un’esposizione massiccia del femminile, sproporzionata rispetto al maschile, sia come rappresentazione che come pubblico di consumatori al quale è rivolta.

  9. Su facebook è strapieno di gruppi contro chi è in sovrappeso,e scrivono le stesse identiche cose che ho letto in questo commenti. Ciò non toglie che è un pensiero che c’è in molta gente…ma il linguaggio è appositamente esagerato .

    La parte più agghiacciante è che queste parole, nel mucchio,qualcuno lo colpiscono.Ho visto ragazze postare foto in costume per farsi giudicare da chi aveva queste pagine “contro i ciccioni”, giustificare i propri chili di troppo, accanirsi contro chi era più in sovrappeso per fare gruppo con gli altri…insomma c’è chi ci crede.

  10. Io non vedo l’ora di essere l’invidia di tutte con la mia 46 tendente al 48 che faticosamente tengo a bada perché non arrivi a 50, nel frattempo, per quanto legga, partecipi ai forum e tutto quanto, non riesco a cambiare il chip, proprio non ci riesco: continuerò a sentire invidia per la 42-44 mantenuta senza fatica e addosso alla quale tutto sta da dio: dal tubino, ai jeans, tutto.
    Ecco… ora che ci penso: ma siamo su Vogue: dove sono i vestiti? O si parlava di Playboy?

  11. beh ,visto la foto ,anch’io ho fatto fatica a capire che il tema erano i chili in più ,perchè le modelle sono veramente belle ,e quel chiletto in più non sta per niente male ,anzi…..poi. è questione di gusti ,sinceramente io preferisco qualche chilo in più……..d’altronde come cantano “radici del cemento”

    sui commenti ,anch’io penso che sia un troll che aveva voglia di divertirsi (male) ……
    peccato che sia off topic (ma secondo me ,non molto) non è che poi vedo molti uomini grassi nelle copertine ….

  12. Mi chiamo Cristall, ho 41 anni sono di Milano, sono 23 anni che faccio la parrucchiera, o meglio fino a gennaio di quest’anno (2011). per chiusura negozio.Non sono più riuscita a trovare un posto di lavoro, per la mia taglia.(46/48),tante volte , ma dico tante volte mi fermavo solo al colloquio, motivazione mancava la “bella presenza”, le poche volte che riuscivo a fare la prova per essere assunta mi sono sentita dire,non solo una volta:
    ” SEI MOLTO BRAVA MA C’è UNA PECCA NON ABBIAMO UNA DIVISA DA DARTI” . è vero non sono una modella, non sarò bella, non ho la tagia 42, ma in questi 23 anni sarò stata a casa per malattia 3/4 volte,sono seria, questo lavoro lo faccio per passione non così tanto per fare qualcosa, non riesco a capire perchè???? sei sei un po in carne non puoi più lavorare? anche per l’età ho avuto dei problemi, ho 41 anni e allora?? non va bene anche questo.Ditemi voi, datemi un consiglio,io devo e voglio lavorare,non mi posso permettere il lusso di stare a casa,datemi voi una risposta.Scusatemi se sono stata noisosa, ma se state cercando personale, mi rimetto in gioco per qualsiasi lavoro,non mi sento ancora da buttare.grazie per avermi letto.
    buona giornata a tutti/e.
    Cristall

    • cristall, io purtroppo non posso offrirti un lavoro, però ti ringrazio per questa testimonianza..trovo sicuramente molto grave che non ti assumino perchè non hanno “divise della tua taglia” che poi non mi pare una taglia “extra-large”.o difficile da trovare.io per il poco che vale, posso solo augurarti tanta fortuna.

  13. da quando per fare la parrucchiera sono richiesti requisiti da cubista? quello che racconti è veramente grave, Cristall. Non ho strumenti per aiutarti, ma potresti intanto provare a sentire un sindacato di categoria per consulenza/assistenza sulle discriminazioni.

  14. Vi ringrazio per il vostro sostegno, quando lo dico mi sembra di raccontare una berzelletta ma purtroppo è pura realtà. il sindacato cosa potrebbe fare? è la mia parola contro la loro, sta alla coscenza delle persone, non agire così. Nella maggior parte degli annunci di lavoro fateci caso c’è la frase “BELLA PRESENZA” , questo non vuol dire pulita,in ordine, bella pesona, noooooo…… Vogliono dire “MAGRA”,ma per legge non lo possono mettere ,quindi devono scrivere così. Io uso le mani e la testa , non uso il corpo , non ci confondiamo, quello è un’altro lavoro ,la modella,l’indossatrice.posso capire con la parola BELLA PRESENZA un comportamento adeguato, un sorriso sempre pronto, un buon contatto interpersonale con la clientela, saperla prendere, tante atre cose, che comunque fanno ti tè una bella presenza.Ora la cosa assurda che questa mattina sia andata a parlare con un istruttore di una palestra, le ho esposto il mio ” problema, non vi dico l’espressione del suo viso quando le ho detto:
    “DEVO ASSOLUTAMENTE DIMAGRIRE PER TROVARMI UN LAVORO” . E’ assurdo!!! non lo capisco….. addirittura sono 4 mesi che sono a dieta ma non riesco sono troppo nervosa, ieri sera mi sono sfogata su una millefoglia, lo sò è sbagliato, non dovevo ma l’ho fatto… spero di trovarlo al più presto non cel’ha faccio più!!!!
    Cristall

    • ma io credo che in un negozio di parrucchiere dovrebbero esserci divise adatte ad una 46-48 che non è una taglia “insolita”..magari il sindacato può dire di provvedere a questi che non ti assumono perchè “non hanno la divisa adatta” e poi dai se ti sfoghi parlando con un sindacalista anzichè mangiando una millefoglie è meglio!
      comunque, è triste dover dimagrire per trovare lavoro anzichè per essere più sani e stare meglio con se stessi, ma mi permetto un consiglio, se devi/vuoi perdere peso, rivolgiti ad un dietologo, fai esercizio fisico (che magari può essere uno sfogo anche quello).
      trovare un lavoro a quarant’anni non è mai facile, ma su con la vita, tutto si sistemerà…sono banalità ma non so che altro dire per tirarti su il morale.
      ciao!

  15. @valentina: sì, c’è una sproporzione, anche se nella moda l’uomo esposto ed erotizzato non manca: ma noi lo notiamo meno perché il destinatario non è lo sguardo femminile 🙂

    • non saprei..il mio sguardo non è che lo attirino molto, magari il fotomodello maschio erotizzato può attrarre i gay, ma davvero non ci sono donne a cui piacciono le foto di modelli di intimo maschile?

  16. Paolo ci sono anche, ma sento più spesso apprezzamenti dai miei amici gay. Dipende molto da come l’uomo viene presentato e fotografato.

  17. Be’, che successo di pubblico! avevo comprato vogue (sai la mia debolezza per le riviste patinate ecc.) e avevo pure pensato di farci un post. poi mi sono detta: ” vedrai che ci pensa laura!” e siccome tu in queste cose sei bravissima, ho aspettato… e il pezzo è puntualmente arrivato. che dire? a me il servizio non è piaciuto granchè: trovo che si passi da un’esagerazione a un altra, che le donne normali non siano nè maggiorate nè anoressiche, che certamente il modello di bella ragazza sana, abbronzata e sportiva degli anni 80/90 che tu giustamente citi, sia più positivo e più rappresentativo del reale, ma tant’è: bisogna dare atto alla Sozzani di avere fatto uno sforzo, notevole, di avere fiutato il vento. e alla Wintour chi glielo dice adesso che dovrebbe adeguarsi? che in america gli obesi sono una percentuale spaventosa, un vero problema sociale, tra l’altro… vabene, sto deragliando; ma che tristezza tutta la cattiveria, l’astio, la pochezza spirituale espressa nei commenti all’articolo!!! e non basta Michele Serra, quando negli altri servizi della rivista si ripropone la magra sciupata, lunga e ispirata, magari anche un po’ trasgressiva ( il rock va ancora forte!), e si passa il messaggio che solo le magre sono intellettuali! ne abbiamo di strada da fare ancora… ti abbraccio, monica

  18. in ritardo ringrazio Mauro per il video! 🙂
    Monica è vero, ora abbiamo il problema delle grasse ma intellettuali…piano piano ci arriveremo! a parte gli scherzi, io credo che andare da un’esagerazione all’altra fosse fisiologicamente necessario, dopodiché si spera di assestarsi (per me) non tanto su un unico modello più sano, che riporterebbe ad una “norma” al di fuori della quale doversi sentire inadeguate, quanto sulla varietà – perché tra le ossa a vista e l’obesità seria c’è una vastissima gamma di forme gradevoli.
    La Sozzani penso sia stata molto sollecitata dai tanti blog nati spontaneamente da donne sovprappeso che vogliono comunque vestirsi bene, un esempio è http://thecurvyfashionista.mariedenee.com/%29, capisco che a te non interessi ma così per capirsi meglio 🙂
    E questa è una conferma del potere che ha la rete di influenzare i media.

  19. Pingback: Codici e sessismo « Laboratorio Fotografico Affabulazione

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