Il sesso e lo sguardo_1

Da tempo volevo segnalarvi questo interessante sito/blog che raccoglie materiali sulle rappresentazioni dell’identità di genere nelle arti visive.

Vorrei anche chiedervi di guardare il ritratto che ha vinto il 2° premio del Taylor Wessing Prize 2010 (secondo post dall’alto), quella della modella-moglie del fotografo.

A me piace e disturba al tempo stesso. E’ molto erotica, non solo per quello che si vede ma per la combinazione posa/sguardo. Forse mi disturba perché riserva alla donna il consueto ruolo di “colei che si fa guardare”:  ma è senza dubbio una foto riuscita. L’ambientazione con i suoi dettagli quotidiani induce a immaginare le vite che ci sono dietro, la luce è naturale e al tempo stesso studiata,  i colori poco saturi smorzano il realismo.

E voi che ne pensate? In particolare, alle donne eterosessuali chiedo:  vi viene mai voglia di fare una foto simile ad un uomo che vi piace?  non necessariamente così’  esplicita, ma che traduca un momento in cui voi state guardando lui.  E se no, perché?

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49 Pensieri su &Idquo;Il sesso e lo sguardo_1

  1. Prima di tutto, grazie per la segnalazione: il sito è molto interessante, mi ha incuriosito.
    La foto l’ho vista, osservata per un po’.
    La trovo una bella foto – da non-esperto non sono in grado di esprimere un giudizio tecnico-formale, mi limito a dire che mi piace.
    Certo, il rischio di incasellare l’immagine nel solita schema “donna=occhi, sguardo (erotico)” è comprensibile; credo anche, però, che sia molto importante fare dei distinguo; o meglio: sarebbe un peccato svalutare o non valutare proprio un lavoro – che sia artistico, letterario o altro – che consideri la figura femminile come erotica, sessuale, persino oggetto sessuale. Ci sono dei capolavori letterari dedicati a questo, che non si possono certo omettere.
    Intendo dire che la lotta contro gli stereiotipi si batte contro le immagine fisse, rigide, non contro le possibilità, no?
    In questo caso, la foto mi piace perchè, come dicevi tu, contiene molto elementi della quotidianità. La scena che mi viene in menteè questa: lei si sveglia, passa la calda mattinata col suo compagno, fanno l’amore- ecco spiegati i capelli sfatti e l’aria assonnata che ho io dopo il sesso 😀 – e decidono insieme di fare qualche scatto.
    Lo trovo bellissimo.

    Mi ritieni matto? 🙂

    • ma certo che no, anche secondo me la tua è la lettura giusta…
      infatti ho precisato che la foto è una foto riuscita, e cercavo proprio per questo di analizzare quel quid di disturbante. Di fatto ho usato la foto come pretesto per lanciare un discorso su uno sguardo parallelo, per provare a capire perché non è altrettanto diffuso. Anni fa ho fatto una mostra di foto di uomini (anche se non così esplicite!), che fu molto apprezzata dalle donne (e non solo…). Allora mi chiedo: perché non se ne vedono di più? Cos’è che impedisce alla donna di affermare il proprio sguardo desiderante? ho fatto una ricerca sul web con “uomini fotografati da donne” e ho trovato un solo gruppo flickr che si poneva le mie stesse domande e provava a sperimentare -ma le foto non ci sono più 😦
      tutti gli altri risultati riguardavano Uomini e donne della De Filippi!!
      😀

  2. Dunque – la foto mi piace molto e ha qualcosa che percepisco come reale e anticonvenzionale. Lei si lascia anche guardare ma non è costretta nella posa della seduzione – è proprio pacifica. Ed è anche soggetto nel modo di guardare, nel senso di dimestichezza. No una bella foto. Donna sicura di se che è domestica con il sesso e con il fotografo. Donna quotidiana.
    Per rispondere alla tua domanda – no non ho foto del genere nel curriculum nè desidero averne. Non sono quella personalità, quel tipo psicologico. Non amo comunicare il sesso all’obbiettivo fotografico e manco la seduzione. Se me lo chiedessero comincerei a ridere come una pazza, o in alternativa mi incazzerei come un riccio – perchè sentirei una violazione psicologica. Però questa è una risposta che non deve essere prescrittiva – che riguarda me. Queste cose, compreso l’eventuale amore per il mostrarsi in pose – prima che alla cultura mirano all’assetto di personalità . Poi viene certo anche il resto.

  3. Il sito l’ho messo nella barra dei preferiti perchè mi sembra molto interessante, la fotografia lascia un attimo perplessi perchè così esplicita, ma non so, in definitiva mi comunica una certa pacatezza, simile a quella delle ninfe desnude di tanta pittura. Il problema è, come dici tu nel commento e come abbiamo ribadito spesso, dello sguardo maschile sul femminile senza che ci sia dall’altra parte un “women on men”.
    Pensavo di farci la tesi su. Poi no, la tesi la faccio su un’altra cosa, però vorrei scriverne comunque, e sopratutto trovare e analizzare una serie di immagini prodotte da artiste donne che rappresentano l’uomo come “altro”. Beh, di sicuro farò un fumetto sotto quest’altra prospettiva. Prospettiva alla quale c’è da dire sono arrivata da poco con coscienza di causa, perchè effettivamente basandomi sui modelli iconografici-narrativi del passato, e sull’andamento della cultura e della società tutta, mi veniva molto più semplice questa capriola di guardarmi come se qualcun altro mi guardasse. E’ così semplice in fondo guardare qualcun altro, semplicemente.

  4. zauberei, mi sa che nel post non avevo spiegato bene: intendevo chiedere se a te come donna verrebbe da fotografare l’uomo – ovvero da esplicitare, dare forma al tuo sguardo desiderante. O avevi capito bene e ho capito male io la tua risposta? A me sembra di capire che mi stai dicendo che no ti faresti fotografare tu in un modo simile. O no?

  5. Ah a n’omo!
    Non avevo capito:)
    Uhm – a n’omo mi sembra molto più fattibile. Però non impazzisco all’idea di farla – Paradossalmente facendo una foto simile a un uomo, il risultato sarebbe più ovvio. Dovrebbe almeno ridere – non so.

  6. naima infatti, è su quell’attimo di perplessità che mi interrogavo. Forse sì è il suo essere esplicita – e vera, a confronto dei finti nudi quotidiani disseminati ovunque.
    Sul tema in questione poi ho intenzione di tornarci, e vorrei anche parlarne per un intervento che mi è stato chiesto sulla fotografia in un corso su Genere e media. Non facile trovare i materiali, anche se qualcosa ho in mente per un prossimo post.

  7. ah ecco Zauberei, infatti mi sono accorta che non si capiva affatto dal post…
    A monte dell’impulso a scattare la foto potremmo porre la domanda: le donne guardano l’uomo con lo sguardo del desiderio? Non necessariamente laddove il fotografo di questa foto ha puntato l’obiettivo – ma comunque un guardare desiderante-contemplativo in generale.

  8. Allora, una cosa alla volta: la foto io la trovo commovente, sì perché da’ l’idea di quotidianità, intimità, rilassatezza e tenerezza. Un giudizio da donna eterosessuale su possibili maschi fotografandi in pose simili, sarebbe un’invasione di campo, da parte mia, ma, lo stesso, ti direi che, oddio, si, qualche carissimo amico gay, e anche non, lo vedrei come soggetto di posa, ma è perché io sono una sentimentale? Ed il mio sguardo amorevole sull’umanità si estende a prescindere? Sì, comunque la risposta è sì. Però bisognerebbe tenerli fermi, senza atteggiamenti etc., e forse con alcuni soggetti sarebbe fattibile. Ah, in effetti in parte è già stato fatto, ora che ci penso. Ma non pensate, eh. Però, la cosa che mi è subito venuta in mente è stata un’altra: che ironia, un fotografo greco, o di origine greca, che fotografa le parti sessuali di una donna, quando tutta l’arte antica creata dalla sua terra d’origine è stata il trionfo del nudo, e dei genitali, per quanto normalizzati, dei maschi, mentre le femmine hanno stentato ad apparirvi e comunque, sempre in pose non esibitive. E’ la rivincita del nostro corpo?

  9. Ho letto il post e guardato la foto stamane, adesso purtroppo non mi si riapre e quindi vado a memoria e con l’idea che mi ero fatta prima.
    Sono in contro tendenza, la foto non mi emoziona né coinvolge particolarmente, e credo di individuare il perché in un particolare che mi disturba e inquieta: la vagina depilata. (Nemmeno io sono in grado di dare un giudizio tecnico ovviamente, parlo di sensazioni) E’ vero, sembra un fiore di carne sbocciato dove non te lo aspetti, ma è un fiore pulito e rodinato, dice: sono come tu mi vuoi. Per quanto l’ambientazione sia quotidiana e lo scatto voglia apparire intimo, quella vagina depilata mi dice: mi sono messa in posa. Forse mi sbaglio, me la ricordo così.
    Proprio l’altro giorno facevo una ricerca di foto maschili, cercavo delle donne soprattutto che avessero fotografato uomini nudi, ne ho trovate davvero poche, pochissime. La maggior parte delle foto di uomini nudi sono scattate da altri uomini e sono di palestrati, e sembrano appartenere all’iconografia “gay”, che ho appreso mediante i fumetti. Quando disegnavo ero concentrata sulle donne, e le guardavo con quello che adesso identifico come “lo sguardo maschile”, che col tempo mi ha provocato un certo malessere, l’iconografia del desiderio maschile o supposto tale, adesso che il lavoro di pulizia è a buon punto mi rendo conto di come fossi “manipolata” – e di come sia fondamentale lavorare sulle immagini, proteggere gli adolescenti, spiegare ecc.
    Ma comunque la prima cosa che feci, quando mi regalarono la Polaroid a 19 anni, fu fotografare il mio fidanzato nudo. Non perché fosse particolarmente bello, ma perché mi venne in mente di farlo, una cosa per me normale, mentre era al telefono dopo aver fatto l’amore, la foto diceva quello. Il soggetto della foto è il raporto di chi fotografa con chi viene fotografato, la relazione.
    Sì, se sapessi fotografare in questo momento, probabilmente, mi concentrerei sul mio rapporto con gli uomini.

    Serbilla (loggata altrove ^_^)

    • non è detto che i palestrati appartengano solo all’iconografia gay, possono piacere pure alle donne etero, e parlo contro il mio interesse visto che palestrato non sono.

  10. “la prima cosa che feci, quando mi regalarono la Polaroid a 19 anni, fu fotografare il mio fidanzato nudo”
    🙂 grazie Serbilla!!!
    “il soggetto della foto è la relazione”: proprio su questo proseguirà il discorso.
    Grazie anche per le riflessioni, che sai già ampiamente condivise.

  11. @paola, è vero che il nudo maschile ha dominato nell’arte greca un po’ di tempo fa, ma che serva una rivincita del corpo femminile non sono mica tanto sicura…a meno che non si intenda un corpo non normato dallo sguardo maschile. Comunque io trovo piuttosto che serva una rivincita dello sguardo.

  12. Ma magari s’è depilata la vagina perchè le piace depilata, poi nella foto mi pare sia estate..magari aveva caldo. Che ne sappiamo?
    Comunque pure a me la foto è piaciuta assai, ci trovo anch’io quell’eros “quotidiano” di cui parlava zauberei.
    Se avessi una fidanzata non mi dispiacerebbe affatto che mi fotografasse coi genitali al sole, forse avrei qualche problema se a vedere la foto fossero occhi diversi dai suoi, ma è solo una questione di pudore personale che certo non vale per tutti/e.
    e lasciatemi dire che il fotografo greco è un marito fortunato, sua moglie è una donna di grande fascino e che ha, mi par di capire, un buon rapporto col suo corpo

    • certo non si può neanche escludere che se la sia depilata per questioni di fotogenia, ma non mi sembra un gran male..non dimentichiamo che qua c’è anche un rapporto tra coniugi, un amore, se la mia fidanzata fotografa mi chiedesse di rasarmi il pube perchè così”viene meglio” in foto..credo che lo farei, non lo vivrei come una costrizione, ma come un piacere, un regalo che faccio alla mia ragazza come lei li fa a me, l’importante è che ci sia fiducia sempre necessaria in tutti i rapporti sentimentali o di lavoro come può essere quello tra fotografo/a e modello/a, a maggior ragione se chi ti ritrae è una persona cara.
      Vabbè, pra mi taccio

  13. comunque devo dire che pur non amando la caccia, la foto della cacciatrice (di 14 anni!) che ha vinto il primo premio mi ha colpito molto, sarò banale ma ho pensato subito ad Artemide, ovviamente.

  14. Lo so Paolo, parlavo da un punto di vista personale. E certo, magari a lei piace così. E per esempio a me alcuni palestrati piacciono, cioé il fatto che siano palestrati non me li rende anerotici, ma il discorso è sempre quello della mono-visione: tutti* palestrati oliati, tutte* vagine depilate.
    Ne faccio anche un discorso di adesione a modelli e rappresentazione.
    Pure a me la cacciatrice sul cavallo da molto di più, anche se sono vegetariana.

    *la maggior parte.

    Serbilla

    • La cacciatrice non a caso ha vinto il primo premio. Nel complesso mi sembrano tre belle foto, anche quella delle gemelle colpisce sapendo la storia dolorosa che c’è dietro, sono foto che ritraggono diverse realtà, che ritraggono persone che devo essere sincero, mi piacerebbe incontrare se il mio inglese fosse migliore.
      la cacciatrice adolescente mi fa pensare anche alle atmosfere western de Il Grinta! Ho visto il bel film dei fratelli Coen, pure là c’era una quindicenne tosta anche se non cacciava.

  15. La foto è bella e colpisce ma disturba anche me e nel mio caso so perché: la vagina è totalmente depilata (se ho visto bene)… al di là dell’inguine io mi depilo totalmente solo a volte e più per il piacere del tatto o per gioco sexy, che per altro. Esteticamente questo ‘look’ mi sembra innaturale e infantile, io giravo con la “patatina” glabra al vento solo a 3 anni, al mare. Mi aspetterei quindi di vedere una donna con tutto al suo posto almeno in una cornice così semplice e casalinga, senza lenzuola di seta, senza corpetti sexy. Magari questo contrasto era voluto. Oppure ora le donne “tradizionali” sono così e non possono avere il ciuffetto di pelo più femminile che ci sia. In definitiva questa cosa mi annoia ma dovrò abituarmici.

    Per rispondere alla domanda finale, foto del genere non lo so: forse. Cioè mi piace fotografare, mi è piaciuto fotografare certi miei fidanzati/amanti/altro nudi, per fissare l’immagine che avevo del lui in questione e rimirarmelo anche in separata sede. Solo non c’era un granchè di intuizione/intenzione artistica…
    Bella domanda, adesso mi leggo le altre risposte

  16. @Serbilla e Giulia, sì, anche a me lascia perplessa il fatto depilazione, non ne ho parlato per non allungare troppo, ma anche perché conosco donne tutt’altro che condiscendenti verso l’occhio maschile, nel loro presentarsi allo sguardo altrui, sia negli abiti che nel resto, le quali, però, preferiscono depilarsi: sarà un angolo di accondiscendenza residuale occulta? Io trovo molto più seducente il “tutto a posto”. Ma, a proposito di occulto, quando ho tirato in ballo l’arte antica, che ha ritenuto per parecchio tempo rappresentabile il corpo maschile meglio che il corpo femminile, volevo dire, anche se l’ho detto molto male, proprio questo. Presupposto che lo sguardo, sia dell’arte antica che di quella moderna, è stato sempre uno sguardo maschile, una volta entrato nel campo del rappresentabile il corpo femminile, esso è entrato come corpo che non poteva esporre le parti genitali, al contrario di quanto accedeva per il corpo maschile. Perché? E’ sempre stata solo una questione di conformazione anatomica, o c’era dell’altro? C’era forse la percezione che le parti intime femminili fossero non esteticamente valide? Il senso del pudore, offeso da “l’origine del mondo”, perché non si offendeva, a parte i braghettoni controriformistici, per le parti intime maschili? Domanda: l’occhio maschile non avrà ritenuto “brutte” quelle stesse parti che magari la percezione poetica esaltava?

    • “conosco donne tutt’altro che condiscendenti verso l’occhio maschile, nel loro presentarsi allo sguardo altrui, sia negli abiti che nel resto, le quali, però, preferiscono depilarsi: sarà un angolo di accondiscendenza residuale occulta?”
      sarò ingenuo ma tendo a fidarmi della capacità di giudizio delle persone, se a queste donne piace depilarsela non è detto che siano condiscendenti verso alcunchè (tanto più che non a tutti gli uomini piace depilata e per alcuni non fa differenza)…credo che ogni adulto possa vivere il proprio corpo come preferisce . io personalmente sono affascinato sia dalla vulva pelosa del bellissimi quadro di Gustave Courbet sia da quella depilata della british wife.
      Certo interessante ciò che dici sui genitali femminili che “scandalizzano” più di quelli maschili…come se gli uomini (gli etero, almeno) fossero attratti e al tempo stesso intimoriti dalla vostra fessura da cui, salvo cesareo, tutti/e siamo usciti.
      sul fatto poi che la vagina sia stata ritenuta meno esteticamente valida del pene..non so che dire. Ci rifletterò.

  17. @paola ora capisco, e in effetti le tue osservazioni sono assolutamente condivisibili. Anche se la depilazione d’altro canto è un modo di “normare” proprio questa parte così raramente glorificata nell’arte (a me non piace ma suppongo sia anche un fatto generazionale. Io ero ragazzina a cavallo tra i 70 e gli 80 e il segno del proibito nelle immagini era il triangolo nero).

    Riguardo alla questione dei “palestrati” di cui discutevano Serbilla e Paolo io credo che non sia solo il tipo fisico a caratterizzare certe immagini sul versante gay: è proprio la confezione, come dice S. l’aspetto oliato e aggiungerei “oggettivizzato” – caratteristica diffusa anche nell’immagina femminile ad uso e consumo degli uomini.
    Dalle risposte leggo che non è raro che una donna abbia voglia di ritrarre un uomo: direi dunque lecito il sospetto che la cultura non incoraggi anzi reprima questo sguardo, non gradendo il farsi soggetto della donna.

  18. Uhmm… in totale controtendenza dico che questa foto non mi piace. Da un punto di vista compositivo non mi dice proprio nulla. Sembra uno scatto casereccio, fatto in vacanza. Talmente casereccio e casuale che la tizia sembra essersi dimenticata le mutande. È vero, l’unico pregio è che mostra una sorta di sensualità vera e naturale, come l’avrebbe chiunque in una circostanza simile (estate, mare, vestiti come capita, aria da post-riposino pomeridiano…), anche con le mutande addosso. Non vedo la necessità di mostrare le parti intime. Immagino che la prossima immagine “naturale”, intima e spontanea, sarà la tipa seduta sul water…

  19. sono pienamente d’ accordo con “Bacche Rosse”, anche a me la foto non piace ed i motivi sono abbastanza semplici. Da una parte a me non comunica naturalità, non sembra dare l’ idea di un’ istantanea che ha colto la persona in un lampo della sua intimità (e magari non era nell’intenzione del’ autore dare questa versione dell’ immagine, ma ho visto nei post che qualcuno loda la naturalità della foto); questo forse per il braccio sinistro che sembra colto nell’ azione di allargare le gambe…intendo dire, la ragazza mi sembra proprio essersi messa in posa e mettere in posa volutamente la parte intima. E questo non è quello che nelle foto si definisce “naturale”. Altro fattore inquietante è la depilazione….non giocate dicendo il caldo, una scelta personale etc etc……è un retaggio di antichissima subordinazione, “mutilare” o se preferite “spogliare” la parte più sacra del proprio corpo è un gesto di autocastrazione da parte della donna, indotta dalla prevaricazione maschile, un atto di consacrazione (da parte di donne purtroppo non pienamente autodeterminate), di ciò che di più intimo si possiede alla sfera di potere maschile. Vi rendete conto che (cosi tanto per citare un esempio) ho sentito uomini dire che non depilata non è igienica?????, cioè, qualcosa che appartiene naturalmente alla donna, il suo pube, non è igienico e quindi va modificato?O_o Sono rattristato da cosa i maschi si inventano pur di deflorare le donne dei loro attributi fisici e spirituali e imporre la propria volontà. Ma il discorso è troppo lungo e complesso a questo punto.
    Un’ ultima considerazione è sul corpo femminile nell’ antica Grecia da qualcuno richiamato: le donne erano scarsamente rappresentate, non per senso del pudore nei loro confronti, ma semplicemente perchè le donne non esistevano nella vita pubblica greca. Le donne greche (dagli Achei in poi) erano relegate nel gineceo insieme ai bambini dal quale non potevano muoversi, non potevano uscire da sole, non partecipavano ai banchetti, in alcuni periodi non si dava loro un nome proprio (questo soprattutto nella Roma antica) e potrei continuare fino alla nausea….figuriamoci se le rappresentavano nude?!?!? Il problema non era il nudo o meno, è che proprio non potevano assurgere al rango di esseri oggetto di arte.
    ciao

    • Alessandro, grazie del bel commento! (personalmente condivido quello che dici sulla questione depilazione – alla faccia del “rasa il pratino” tanto in voga qualche tempo fa…ma non vorrei scatenare un dibattito su questo – diciamo che rientra nel campo delle “libere scelte condizionate” )

  20. “libere scelte condizionate”
    come grandissima parte delle scelte che ciascun essere umano di ogni epoca e ogni latitudine compie nella sua vita. Io ho già detto il mio pensiero che potremmo riassumere in “libero pelo e libera depilazione in libero stato”, a titolo di curiosità ricordo che (così mi risulta) le attrici di Tinto Brass sono tutte rigorosamente non depilate e non solo nel pube, e sono tutt’altro che brutte o mascoline

  21. Probabilmente sono d’accordo con Alessandro, sì; credo, però, che la questione sia più ampia. Ovvero.
    Sicuramente, l’abitudine femminile in voga dagli anni ’70-’80, forse, di depilarsi il pube, ma come togliere i baffi, depilarsi braccia e gambe, ecc, (cor)risponda ad una richiesta che arriva loro dall’esterno, cioè dallo sguardo maschile. Quando dico che la questione è più ampia, però, mi riferisco al fatto che negli ultimi anni anche gli uomini hanno preso a depilarsi petto, gambe, ascelle, ritoccare le sopracciglia … e non credo che in questo caso la tendenza risponda alle richieste dello sguardo femminile – che ce frega?! – bensì ad altre macrorichieste, della società.
    Trovo che sia un peccato, per entrambi i sessi: si può giocare col proprio corpo, ci si può fare di tutto, depilazione compresa, ma quando diventa un diktat si deve accendere la spia.
    Parlo per espeirenza personale. Ho 23 anni, e a partire dai miei 15-16 ho iniziato a ritoccare le sopracciglia, a depilarmi ogni giorno; in seguito, toglievo addirittura i primi peli dal petto – li odiavo, mi facevano sentire a disagio, altro che giocare col corpo!
    Da un paio di anni, periodo in cui ho preso maggiore coscienza del mio corpo e delle sue e mie possibilità – liberandomi di tutte queste pressioni sociali – sperimento, in molti modi, ma sono tornato ad avere tutti i miei peli sul petto, sul corpo, e a lasciare che le cinglia si infoltiscano – quanto mi piaccio così!

    • Personalmente ii miei peli su petto, gambe, ascelle e braccia me li tengo (però chissà se m’innamorassi ricambiato di una ragazza che non li gradisce potrei anche rispondere alla richiesta del suo sguardo..) tranne la barba e quelli in mezzo alle sopracciglia perchè il monociglio lo trovo antiestetico..sto obbedendo a un condizionamento sociale? forse sì del resto vivere nel mondo significa essere immersi nei condizionamenti, così è sempre stato. so solo che in pubblico quindi anche davanti alle donne voglio essere sbarbato e senza monociglio.

  22. lo sapevo che si finiva nel dibattito sul pelo…se devo dire la mia sono d’accordo con Amedeo, farsi condizionare (il più delle volte non dalle persone che ci piacciono ma appunto dalle mode) va bene solo fino ad un certo punto. Abbiamo un cervello, io sono per usarlo il più possibile per restare coscienti…questo Paolo non toglie che tu possa depilarti per una ragazza o togliere il monociglio (effettivamente!), quello che non condivido è buttarla sul “siamo tutti condizionati”. La scelta consapevole è una facoltà che va esercitata!
    ora però anche basta sul pelo, eh 🙂
    Si stava parlando dello sguardo, e avevo già un secondo post pronto ma ora mi tocca scrivere di una cosa più urgente.

    • “Abbiamo un cervello, io sono per usarlo il più possibile per restare coscienti”
      Totalmente d’accordo. forse mi sono spiegato male:quel che penso può sembrare contraddittorio ma io credo che nonostante i condizionamenti noi abbiamo sempre la capacità di giudizio e di fare scelte consapevoli..non ho mai inteso negarla.

  23. ok Paolo, pensavo ad altre volte in cui avevi ribadito questa cosa che siamo tutti condizionati, ma forse non la pensiamo in modo poi così diverso.

  24. @Alessandro, per documentarti su quando, dove e come le donne sono state rappresentate nell’arte greca, dalle origini, se vuoi dalla protostoria micenea, oppure dall’età geometrica, fino a tutta l’età ellenistica, non hai che da consultare la ragguardevovole produzione bibliografica corredata di immagini che esiste sull’arte greca, intesa come pittura (a partire dal vastissimo campo della pittura vascolare) e scultura di tutti i tipi: plastica e statuaria di tutte le dimensioni e di tutte le destinazioni, realizzata nei più diversi materiali, dai piccolissimi votivi alle grande scultura architettonica: buon viaggio! Una rapida ma efficace sintesi sulla condizione delle donne, nelle diverse epoche dell’antichità greca, puoi trovarla nei titoli “divulgativi”, usciti per Fetrinelli, della storica del diritto Eva Cantarella, con ampi riferimenti alla ponderosa bibliografia precedente. Ti pregherei, dopo di che, o anche prima di rileggere attentamente quanto ho scritto.

  25. @laura: sono più che certa che la mia ipotesi, certo non originale, sia molto influenzata dalla mia lettura protoadolescenziale della poesia “Monster” di Robin Morgan (1972: v. http://www.google.it/url?sa=t&source=web&cd=1&ved=0CCAQFjAA&url=http%3A%2F%2Fwww.robinmorgan.us%2Frobin_morgan_bookDetails.asp%3FProductID%3D21&ei=WnfMTbnkBcvEtAaO3fHAAQ&usg=AFQjCNF_ks7AlnueaTMKpqTSCapgJ-PMLg) che esprime, in modo drammatico ed estremo, la presa d’atto, da parte di una donna, della percezione che i maschi possono avere, a livello precoscente o meno, e che comunque hanno storicamente avuto, del sesso femminile.

  26. sulla condizione della donna nella storia (di cui la parte iconografica è una diretta conseguenza), per rispondere a chi mi invita a documentarmi ho letto decine e decine e decine di libri…i libri di Eva Cantarella sono una piccola frazione fra questi e appunto non capisco la risposta di Paolo: se hai letto la Cantarella (e se la consigli immagino ne condividi il pensiero), l’ ambiguo malanno..non sei d’accordo con quello che ho detto? Io cercherò sempre di più di documentarmi, comunque per documentarsi in modo rigoroso comincierei ad andare oltre i libri Feltrinelli che nel bene o nel male fanno parte di quel pensiero dominante che tende ad adombrare le questioni profonde, profondissime legate al femminile. Ci sono testi preziosi che non vengono pubblicati dalle grandi case editrici..mai letto Mary Daly?, Marija Gimbutas, Luciana Percovich, Vicky Noble, Christa Wolf? Non vorrei però che questo diventasse un luogo per dar mostra dei propri saperi ne che continuasse come discussione personale fra alcuni; questo non per sottrarmi al confronto ma mi spiace e mi scuso con la moderatrice se ho sviato il focus del post. P.S: per unaltradonna, l’ ambiguo malanno è un testo importante che da un’ idea della questione ma personalmente dissento da lei (che è pur sempre un’ accademica inserita in un contesto molto istituzionalizzato) su come affronta le ipotesi matriarcali…..ma sto andando ancora fuori focus!! è più forte di me :), scusa di nuovo.

  27. Alessandro non vorrei che tu avessi confuso Paolo con Paola, che ti ha invitato alle letture di cui sopra. L’ambiguo malanno lo sto leggendo io, consapevole della sua natura di testo divulgativo.
    Va benissimo che ognuno dia il suo apporto con quello che sa e che pensa, un blog serve a questo…purché non si litighi, ovviamente 🙂

  28. @alessandro: concordo, non è mia intenzione discutere sulle teorie del matriarcato, dato che non è questo il luogo né il tema che ci è stato proposto. Dunque, ripartiamo dal tema, che è lo sguardo femminile e maschile su quella parte del corpo, femminile e maschile, che sono i genitali. A questo scopo ho inserito il link “poetico”del mio ultimo commento.
    Nel primo e nel secondo commento mi chiedevo il perché della reticenza dell’arte figurativa, maschile, a rappresentare le parti genitali delle donne. Premesso che, come tutte/i sappiamo, nell’arte greca antica il nudo maschile ha fatto la sua apparizione ben prima del nudo femminile, diciamo, per mettere dei punti: il nudo maschile appare nell’arte greca storica già nel VII secolo a.C. (astraendo dal “geometrico”), mentre il nudo femminile fa la sua timidissima comparsa, nella pittura vascolare, alla fine del VI secolo a.C., e nelle scene di toilette; poi viene un esempio in scultura nei primi decenni del V secolo, poi l’espediente del “panno bagnato”, cioè la rappresentazione delle vesti femminili appiccicate al corpo, come mezzo per rappresentare corpi femminili che, altrimenti, come nella realtà, sarebbero stati coperti dai vestiti e non percettibili nelle loro forme anatomiche (v. frontoni del Partenone, per intenderci). Alla fine del V a.C. abbiamo un gruppo scultoreo con nudi femminili. Ma soltanto nel IV secolo, con Prassitele, avremo il primo nudo femminile in scultura che segnerà un’irruzione irreversibile: l’Afrodite di Cnido. Prima non è che le donne non fossero rappresentate, lo sappamo tutte/i, no? Il fatto era che erano rappresentate vestite. E sappiamo tutte/i, pure, che l’uso di rappresentare, invece, i corpi maschili nudi, uso non praticato, per es., nell’arte del vicino Oriente antico, né ivi concepibile, veniva dalla consuetudine greca della palestra, dei giochi atletici etc. etc. Tutto ok? Bene, procediamo. Una volta che i nudi femminili, con Afrodite, entrano nel campo del rappresentabile, con tutte le altre figure divine o del mito che nude o seminude possono essere rappresentate, in scultura o in pittura, notiamo pure che, mentre nei nudi maschili i genitali sono sempre stati in bella mostra senza problemi, se non formali, a nessun artista è venuto in mente di rappresentare i genitali femminili. Questione di conformazione anatomica, che rende questi ultimi nascosti? Forse. Anche nell’epoca in cui il nudo è stato recuperato alla rappresentazione, cioè nel nostro Rinascimento, stessa storia. Sempre la stessa spiegazione anatomica? E sempre la stessa anche nel XIX secolo? Quando l'”origine del mondo” fece, pertanto, scalpore? Appunto perché non era mai stata rappresentata? Io mi sono chiesta se la spiegazione “anatomica” è quella più giusta, oppure se dobbiamo prendere in considerazione quella di Robin Morgan, che poi è la stessa, se ci pensi, che fa dire ai tuoi amici che la zona genitale femminile non depilata “non è igienica”, insomma, fa schifo, è mostruosa, per cui non è neanche esteticamente valida; almeno fino a Picasso: dove, infatti, è spesso minacciosa.

  29. @Paola, grazie veramente del contributo storico-artistico e della riflessione. Anche se ora vado avanti con il tema dello sguardo sull’uomo ti assicuro che faccio tesoro delle tue considerazioni che meriterebbero senz’altro un post a sé stante. Però devo prepararmi bene 🙂

  30. lo dico: non sono riuscita a leggere tutti i commenti. Ne ho saltati molti.
    Però volevo dirti che la foto mi ha richiamato il quadro “La colonna spezzata” di Frida Kahlo. C’è lei con la sua spina dorsale intrappolata in un busto e le lacrime agli occhi, ma i seni sono nudi e provocanti ed il suo sguardo non è di una persona che subisce la malattia e l’asessualità riservata ad un paziente, ma è lo sguardo di una persona che controlla la sua vita e che, con la volontà ed anche la sfida del tabu, si riappropria del suo corpo.

  31. Claudia, ho presente il quadro. L’associazione non mi è immediata….ma credo di capire cosa intendi.

    Comunque su questo post e relativi commenti non posso fare a meno di notare che pochissime hanno risposto a quella che era la vera domanda…

  32. La foto, sebbene abbia sicuramente il pregio di non essere conformata al modello di donna “plastificato” imperante, personalmente non mi è piaciuta. Non so perché, ma mi trasmette un senso di decadenza, di fintamente naturale. Inoltre, non posso fare a meno di pensare come difficilmente sarebbe accaduto l’inverso (donna che fotografa il marito che mostra i genitali, per un concorso di fotografia). Riguardo alla tua domanda – molto interessante – personalmente non amo immortalare con la fotografia i momenti di intimità e nudità (sia che io sia l’oggetto ritratto o il soggetto) ma questo è solo un mio modo di essere. Ciononostante amo molto guardare il mio ragazzo. In generale sento di condividere con lui un lento cammino intimo di reciprocità e liberazione, oltre le gabbie dei ruoli che condizionano anche il modo di vivere la nostra sessualità.

  33. Pingback: “Are you ready?” Il sesso e lo sguardo_3 « Un'altra Donna

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