Lo sguardo contemporaneo

 

Tempo fa, parlando con un amico fotografo degli stereotipi che condizionano l’immagine femminile,  lui osservava che nella fotografia d’autore le donne sono ritratte in modo realistico. E’ vero, se si esclude però gran parte della fotografia legata alla moda e allo spettacolo, che purtroppo è quella che attraverso le riviste arriva più facilmente al grande pubblico. La fotografia contemporanea è un universo colto e – direi – elitario, che meriterebbe invece di essere più conosciuto per uscire dai soliti solchi. Per ampliare e migliorare l’alfabeto visivo di tutti. Per attingere da un immaginario più ricco.

Proprio sul suo photoblog  ho scoperto il bellissimo sito di Ana Cuba, che vi invito a visitare. Soprattutto le sezioni Spanish Women e Not an invitation to rape me: quest’ultima è una serie di fotografie esposta nel 2010 in una mostra collettiva all’Università di Pennsylvania, con sottotitolo: Una risposta artistica all’aggressione sessuale da parte di un caro amico.

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Il corpo degli uomini e la differenza

Questa è la pubblicità al maschile di una nota marca di intimo, nota finora per aver curato soprattutto l’immagine al femminile (ricordate la bellissima ragazza stile Naomi Campbell in intimo rosso nella palla di cristallo natalizia?)

Potrebbe sembrare che adesso, offrendo agli sguardi un bel ragazzo (in effetti quarantenne, e già questo lo distingue dalle testimonial donne) dal fisico scolpito, l’azienda colmi un “gender gap”: in realtà non è così. La differenza con le pubblicità al femminile dello stesso marchio la fa un piccolo particolare:  quelle cuffie al collo. Che, associate al nome scritto in grandi caratteri, rassicurano lo spettatore: non si tratta semplicemente di un bel corpo, ma di un famoso DJ (e produttore discografico). Dunque non si costringe l’uomo ad identificarsi con l’aspetto fisico; c’è tutta un’altra dimensione che lo rende “modello da imitare” – quella della professionalità e della personalità carismatica che da questa deriva.

E’ vero che sempre più spesso le pubblicità al maschile mostrano corpi di plastica, come analizza Giovanna Cosenza in un suo recente articolo sul tema apparso su Alfabeta 2. Ma in questo caso abbiamo, per dirlo sempre con parole sue, una delle “scappatoie concesse agli uomini – l’ironia, la moltiplicazione dei ruoli, la valorizzazione delle differenze individuali e delle competenze”.  Scappatoie, s’intende, dalla gabbia dei corpi plastificati. Possibilità che  potrebbero – auspica Giovanna, e noi con lei –  “diventare una regola, invece di restare un’eccezione. Per donne e uomini.”

Oltre

Combattere le cattive immagini con appelli come questo contro il “voyeurismo mediatico” che ha raggiunto l’apice con le recenti vicende “politiche”,  con campagne come “Immagini amiche” dell’UDI (che sta per concludersi) o con segnalazioni agli organismi di autodisciplina pubblicitaria (www.iap.it) è senz’altro importante.

Altrettanto importante è, contemporaneamente,  fare di tutto per divulgare un immaginario alternativo. Proporre altre visioni, farle conoscere, circolare. Perché non basta andare contro: bisogna andare anche oltre. Non solo negare, ma affermare.

Linko qui (per ora) un paio di indirizzi in tema, non nuovi ma sempre validi.

1- Heroines, il cui manifesto è un programma: “why do people shoot women with the intention to delete all imaginary possible flaws? why not shoot them in such a way the result looks like a celebration of women? a picture that looks like a party for your eyes and everyone is invited! ” E’ una galleria di bellissime istantanee di donne di tutti i tipi. Chi vuole può inviare una foto.

2 – The Exposed movement, in cui poco più di un anno fa una blogger, stanca di detestare il proprio aspetto, decideva di celebrare il proprio corpo per tutte le buone cose che ha fatto per lei,  fotografandolo e scrivendoci sopra i buoni motivi per amarlo. L’invito a fare altrettanto è stato raccolto da una bella lista di bloggers.

segue…

“Il lato C”

“Le donne hanno un lato che la TV ignora: il Cervello.” Se ne parla mercoledì 10 novembre a Prato con Ritanna Armeni, Patrizia Barghini, Anna Maria Romano. Introduce Nora Toccafondi, responsabile del Coordinamento Donne CGIL Prato che organizza la serata.  La serata apre alle 20.30 con la mostra fotografica “Visioni femminili”, con foto della sottoscritta (Laura Albano), di Linda Gargelli e Sara Lombardi. Alle 21 proiezione del video “Il corpo delle donne”.  Tutte le info nella locandina qui sopra (clic per ingrandire).

 Alcune foto della serata qui

Altrove

Grazie a questo articolo di Emanuela Zuccalà su Io Donna ho scoperto il sito di  Jasad (trad. “corpo”), una bella e coraggiosa rivista libanese creata da una donna, Joumana Haddad

Entrate e fatevi un giro nei “previous issues” , guardate i sommari degli argomenti e gli estratti dei testi.  Parlano del corpo, della sessualità  e dei loro significati politici. Un’altissima qualità delle immagini accompagna articoli che farebbero sussultare sulla sedia  anche molti italiani, abituati alla falsa trasgressione delle riviste patinate o delle attuali cronache “politiche”.