Vissuto da pelle femminile

«Penso che politica e amore restino parole, emozioni, sentimenti legati ancora strettissimamente, non foss’altro perché non mi immagino una forma di amore, o anche soltanto di relazione, di rapporto anche amicale, che prescinda dalla visione del mondo di cui ciascuno è portatore.»

Clara Sereni – Vissuto da pelle femminile, intervista di Paolo di Paolo sul libro “Il lupo mercante”

“Che cosa abbiamo perso, crescendo? che cosa, invece, acquistato? Le bambine del racconto Glicine, per esempio, quanta serenità perdono, superando la fatale soglia, compiendo quel salto di corda rappresentato suggestivamente nella foto di copertina?  Sono questi alcuni dei quasi impercettibili interrogativi che si affollano nelle pagine de Il lupo mercante. A leggerlo con occhi di uomo, diventa una avventurosa immersione nella sensibilità femminile…A tratti, un’immersione perfino spaesante (per un uomo; finisce col chiedersi, un uomo, se questo mondo, questo modo di sentire potrà mai farlo suo fino in fondo: qualcosa gli sfugge, resta incompresa e distante)…

tutta l’intervista qui

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Bella Tutta! a Bologna

Elena Guerrini durante le prove dello spettacolo a Calenzano

Nel settembre scorso ho avuto la fortuna di vedere lo spettacolo di Elena Guerrini e Andrea Virgilio Franceschi  “Bella Tutta!”. 

E’ quindi per fondati motivi che raccomando caldamente a chi abita a Bologna e dintorni di andare a vederlo, dal 4 al 6 novembre prossimi, all’interno di Gender Bender 2010. Tutte le info qui.

Il trailer dello spettacolo potete vederlo qui.

La Tv E’ la censura

“Quando il sesso diventa competitivo come il racquetball o il mercato azionario, vuol dire che qualche qualità essenziale di certo è andata perduta.”  Erica Jong, “Cosa vogliono le donne”

E quando il desiderio viene fatto coincidere con il voyeurismo televisivo (come si evinceva da questo articolo) quanto va perduto?

Quante miriadi di sensazioni vengono ogni giorno censurate da una rappresentazione così povera e bidimensionale?

Dallo sguardo all’azione

Una delle cose che si possono scoprire lavorando sul corpo con certe tecniche è – ad esempio – che i movimenti oculari così come la posizione della lingua possono influenzare la postura. Oppure che lavorando sull’ampiezza dei movimenti degli occhi si ottiene un miglioramento dell’ampiezza dei movimenti di tutto il corpo.  Tutto questo ci ricorda qualcosa che tendiamo a dimenticare: che il corpo non è fatto di parti scollegate tra loro, ma è un tutto unico. Scoprire poi che la postura e il movimento possono a loro volta influenzare la mente e gli stati d’animo ci ricorda quanto sia convenzionale usare le definizioni separate di corpo e mente.

Almeno in questo caso, il tutto non è esattamente la somma delle parti. E  questo, praticato abbastanza a lungo, diventa un nuovo modo di pensare- e dunque, di agire.

Luogo dei contatti

Nel documentario “Il corpo delle donne”, verso la fine, il flusso aggressivo dei corpi televisivi viene interrotto da una musica struggente, che introduce un brano di Kontakthof di Pina Bausch nella versione con interpreti over-65Una signora in abito color carne si offre come una bambola di pezza alle mani di signori  grigiovestiti che la toccano, ne saggiano la consistenza, la sollevano e la depositano in terra come una bambola di pezza.

Kontakthof, spettacolo nato nel 1978, è “una storia di contatti uomo-donna…Incontri e azioni si susseguono incalzanti in questa sorta di laboratorio comportamentale dove si compiono l’amore e il disamore e si consumano i riti del ritrovo e della festa. ” *

Sabato scorso al Teatro Valli di Reggio Emilia il Corpo delle Donne ha invitato lettrici e lettori alla prima italiana di Kontakthof nella versione con ragazzi sui 14 anni, anche loro non professionisti come gli over 65.

“Perché un triplice Kontakthof? Perché scavare nelle età dell’uomo? Perché cercare in corpi ‘veri’, non modellati dalle tecniche di danza, le ragioni profonde dell’espressività del corpo? Guardiamo il Kontakthof degli ultrasessantenni: nell’epoca delle plastiche, dei botulini, delle diete, dell’aerobica e del lifting, della prostituzione fisica non solo consentita ma esibita con orgoglio, degli angosciosi giochi a rimpiattino con un’idea di gioventù coatta, del razzismo nei confronti degli anziani, quell’ensemble di corpi segnati, fragili o abbondanti, densi di vissuto, visibilmente ricchi della propria storia, sanno colpirci come un proclama di vigorosa sostanza politica sull’autentico valore della fisicità, sull’inesauribile ricchezza dei segni nati dall’esperienza e sull’umana capacità di generare una bellezza che prescinde dall’età e dal tempo. “L’età conta poco”, sosteneva Pina Bausch. “Perché la bellezza arriva da quel che si fa e dal come lo si fa. ” (…) 

Di fronte al Kontakthof dei ragazzini, seppure generazionalmente ribaltata, l’operazione implicitamente ‘politica’ è la stessa: voglia e bisogno di verità, malgrado tutto. Spicca un ibrido sessuale evidente, tra oscillazioni di aggressività e pudore, in quei corpi acerbi che stanno esplorando la loro misura esistenziale e la loro identità affettiva. Sono corpi che mangiano troppo oppure troppo poco, che si negano a se stessi o si riconoscono a fatica. Che cercano amore come possono, senza saper bene come muoversi in vista di quest’obiettivo prioritario. ” *

Kontakthof significa “Luogo dei contatti”. Luogo dei contatti è stata anche Reggio Emilia, dove nomi e voci virtuali hanno preso finalmente corpo e dove si sono riconosciuti percorsi affini, tessendo fili preziosi e tracciando disegni futuri, o – si potrebbe dire –  dove si sono impastati insieme ingredienti, in attesa di lievitare.

* Leonetta Bentivoglio, dal libretto dello spettacolo

L’Altro calendario

                                                Articolo dal Sole 24 ore – 8 ottobre 2010

Dalla Russia un bellissimo esempio di controcomunicazione.

Al calendario di pin-ups svestite e adoranti in onore del compleanno di Putin, altre donne hanno risposto con un altro calendario dove appaiono vestite di nero,  la bocca tappata dal nastro adesivo,  con domande scottanti rivolte al governo russo.  Ne facciamo uno anche noi?  Avete qualche domanda da suggerire?

(Qui la notizia sul sito del Sole 24 ore e qui su Repubblica.it, dove si vedono meglio le foto dell’altro calendario)