Le false sirene


“La sirenetta bevve allora il filtro infuocato, e subito fu come se una spada a due lame le trafiggesse il corpo delicato; svenne e rimase distesa come morta. Quando il sole spuntò all’orizzonte, si svegliò e sentì un dolore lancinante, ma proprio davanti a lei stava il giovane principe, bellissimo, che la fissava con i magnifici occhi neri, così lei abbassò i suoi e vide che la sua coda di pesce era sparita e ora possedeva le più belle gambe bianche che mai nessuna fanciulla aveva avuto.”

1987 – aula di Chimica in una Facoltà di Medicina del centro-nord, il professore avverte gli studenti che il ramo professionale è ormai saturo e la branca del futuro sarà inevitabilmente la chirurgia estetica.

2010 –  una marca di assorbenti bandisce sul proprio sito un concorso con in premio seimila euro per un intervento di chirurgia estetica. Vi tagliano e vi ricuciono senza farvi spendere una lira, che culo! – è il caso di dirlo.

Mi vengono in mente racconti della mia parrucchiera, che dalle sue clienti ne ha sentite tante:  chi è passata da un intervento all’altro riuscendo solo a rovinarsi la salute, chi aveva ogni tanto la sensazione che le dessero un cazzotto sul naso e non capiva perché, finché non si è ricordata che anni prima aveva fatto una rinoplastica, e forse ora  il corpo le diceva ti ricordi di quelle ossa rotte?  Tu no perchè eri sotto anestesia, ma io sì.

Detto questo, liberi tutti di farsi tagliare e ricucire, ovviamente  (la Sirenetta comunque con quelle protesi non andò molto lontano).  Sulle forme di questa “libertà” ricordo il libro di Cristina Sivieri  Tagliabue, “Appena ho 18 anni mi rifaccio”.

14 Pensieri su &Idquo;Le false sirene

  1. beh in questo caso credo – voglio sperare – che fosse più una cosa tipo confidenza tra amiche, non proprio ad alta voce…
    ma immagino ci sia chi ne parla come dello shopping.

  2. Quest’anno sono rientrata dalle vacanze molto abbronzata, molto molto abbronzata e con i capelli piuttosto schiariti. Sono stata due settimane sotto il sole e dentro l’acqua di mare. Al ritorno, quando tutto si riposiziona, diciamo così, ho avuto un trasalimento davanti allo specchio. Ma quella sono io? Poiché noi non abbiamo un corpo ma siamo il corpo, mi chiedo quali e quanti viaggi si faccia l’identità di chi si sottopone ad interventi di chirurgia estetica ri-formanti quando non de-formanti. Temo che ad un certo punto si tratti solo di identificazione e non identità, purtroppo. Mortificazione del corpo e dell’anima.

  3. @apienavoce: grazie, anche il tuo blog che avevo già visitato mi piace molto, se mi dai il permesso lo linko al mio.

    @Manuela: sono d’accordo con quello che dici. In tutto questo comunque io sono per non dare addosso a chi “sceglie” di rifarsi, semmai per riflettere il più possibile sull’accezione di scelta e libertà usate in questo senso.
    A me piacerebbe molto di più che si fosse liberi di essere come siamo, liberi dalle continue pressioni mediatiche e suggestioni di inadeguatezza.
    Mi piacerebbe non vedere pubblicizzata un’operazione chirurgica alla stregua di un deodorante, con l’intento di farti dimenticare che si tratta della tua carne, delle tue ossa e del tuo sangue.

  4. Sì, concordo con quanto dici riguardo alle “scelte”. Spero che dalle mie parole non sia trapelato un tono di condanna, poiché volevo solo esprimere la mia proccupazone riguardo alla possibile perdita della propria identità. Ciò che trovo mortifero è appunto l’adesione passiva a modelli ideali che ci vengono proposti (quasi imposti) piuttosto che vivificare quanto di più autentico abbiamo, cioè il nostro corpo e la nostra anima. Il rischio, secondo me, è quello di crederci Prometeo (non possiamo plasmare il nostro corpo come argilla) o quello di trasformarci in una rozza versione del Dott. Frankestein di noi stessi (dare un’anima alla nuova creatura). E’ quindi necessario, come dici tu, “riflettere sull’accezione di scelta e libertà”.

  5. Ciao Laura, non se ti ricordi di me, scrivevo nel forum del corpo delle donne, il tuo blog lo leggo sempre tramite feed, è bellissimo e le tue foto sono così intense.
    Mi ricordo che nel forum parlasti di una teoria, forse era un metodo di recupero del corpo, della libertà dei movimenti, se puoi mi potresti ricordare come si chiamava? spero di non sbagliare, vorrei approfondire, ma sono quasi del tutto certa che fossi tu ad averne parlato, se così non fosse fa nulla, grazie comunque.

    Per intervenire in topic, vivere sentendosi completamente inadeguate è terribile, è come essere paralizzati in un letto ed essere coscienti, avere grandi desideri e sentire di non poterli realizzare, voler volare e non avere le ali, non esagero, una percezione distorta del proprio corpo comporta tutta una serie di blocchi che ti impediscono di vivere davvero.
    Tutti i fallimenti vengono attribuiti a quel difetto, vero o immaginario che sia, tutto il disamore è causato da quell’odioso particolare che ti impedisce di essere amata, realizzata, apprezzata, allora un intervento di chirurgia costituisce la rimozione dei problemi, degli ostacoli alla felicità, lo scioglimeto dei nodi e la possibilità di riuscita. Non è sempre vero, quasi mai, non è sempre possibile, ma per tante persone questo è ciò che fa la chirurgia estetica.
    Chissà com’è vivere in quel mondo che non ti costringe ad odiarti a dissociarti da te stessa.

  6. Serbilla, certo che mi ricordo!
    anche il tuo blog a cui ho dato una prima occhiata mi sembra molto interessante, già dal titolo citazionista…
    Sicuramente avevo parlato del metodo Feldenkrais, che consiglio a tutti e sul quale puoi trovare informazioni su http://www.feldenkrais.it
    E grazie per il bell’intervento: per rispondere all’ultima domanda vivere in quel mondo sarebbe essere integri, e quindi liberi.

  7. il Venerdì di ieri ha dedicato la copertina ed un ampio servizio a questa vicenda, con una foto di due extra modelle bellissime e sensualissime in copertina – mi ha fatto pensare che la donna deve piuttosto scomparire per far risaltare l’abito.

  8. Forse è anche quello che ha pensato la Mirò!!!
    Deve essersi accorta che sono certe donne a valorizzare l’abito e non viceversa! E per non rischiare…

  9. in realtà a quanto ho capito io è stata la Mirò con le sue modelle “non conformi” ad essere stata esclusa dalla settimana della moda, e lei intervistata si sfoga di questa regressione.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...