Che fare?

manifesto della campagna istituzionale della Regione Toscana

Nei commenti al post precedente si è osservato che alla “spettacolarizzazione” dei casi di violenza contro le donne non corrisponde altrettanta informazione su cosa  fare se ci si trova in situazioni a rischio.

Una piccola cosa  che possiamo fare qui è inserire un collegamento alla pagina dei centri antiviolenza presenti in Toscana .  La Regione Toscana mette a disposizione anche due numeri di telefono:

  • Numero Verde URP Giunta Regionale: 800 860070
  • Antiviolenza Donna: 1522

Non so se le altre regioni hanno sui loro siti indicazioni in materia (mi informerò);  indirizzi dei centri di tutta Italia si trovano sulla pagina del sito Zeroviolenzadonne, e anche sul Portale Antiviolenzadonna del Ministero  per le Pari Opportunità.  A Firenze esiste poi un centro di ascolto per gli uomini che temono i propri possibili comportamenti fuori  controllo.

Per il resto, sulle lunghe distanze servono azioni culturali: tra le quali, come detto giustamente in un recente post su Femminile Plurale, rafforzare la capacità delle donne di pensarsi come soggetti autonomi, indipendentemente dalla relazione di coppia, per non trovarsi ingabbiate in relazioni pericolose.  Il che, diciamolo ancora una volta a scanso di equivoci, non è un incoraggiamento a star sole ma a saper riconoscere se una persona ci sta facendo del bene o del male, e a capire che restare sole comunque  “forse” è meglio che rischiare la vita.

E nella direzione di un mutamento culturale si muove l’appello contro i femminicidi “Io promuovo il rispetto” di Donne Pensanti, a cui è ancora possibile aderire.

 

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4 Pensieri su &Idquo;Che fare?

  1. Ciao, la “questione” dei centri antiviolenza mi sta particolarmente a cuore, soprattutto tenendo conto che fino allo scorso novembre “ufficialmente” ne esisteva uno solo in tutto il territorio della regione calabria, il centro lanzino di cs.
    poi, lo scorso anno grazie a contributi (che termineranno novembre 2010) ne sono nati altri 8, molti dei quali (come quello della mia città cz) gestiti da enti/fondazioni religiose (capirai!!!).
    azioni culturali? un poco di tempo fa ho notato che il piu’ diffuso quotidiano regionale (degli altri neanche ne parlo!) tra i numerosissimi numeri utili che mette a disposizione non inserisce neanche un numero verde di centro antiviolenza. ho scritto alla redazione, non costerebbe nulla loro, eppure non mi hanno risposto….tenere all’oscuro le donne, buona pratica di cittadinanza, di serie b.

    • Ciao Doriana, grazie per le significative informazioni. L’unica scelta che abbiamo mi sembra continuare a fare in prima persona qualsiasi azione anche minima che possa contribuire al progresso in questo campo, in rete ma anche all’esterno sollecitando istituzioni e organi di stampa, come stai già facendo. Voglio credere che, anche se lentamente, le cose miglioreranno – anche grazie alla rete, che unisce le forze e dà risonanza alle azioni positive.
      A presto!

  2. La Regione Umbria ha una validissima Consigliera per le pari opportunità e l’indirizzo è consparita@regione.umbria.it
    Via M. Angeloni, 61
    Palazzo Broletto
    06124 Perugia
    tel 075 50458550

    Certo, non basta uno sportello e le leggi che ci sono diventano di sempre più difficile applicazione in questa contemporaneità di famiglie di fatto e lavori precari o a nero. Però è uno sportello attivo, che non sta a guardare documenti, cittadinanze, permessi di soggiorno… ma ai problemi ed alle possibili soluzioni.

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