Sorveglianti

“Nascere donne ha significato nascere sotto custodia, affidate a uomini in uno spazio racchiuso e angusto. La presenza sociale delle donne si è sviluppata in funzione della loro disponibilità a vivere sotto tale tutela entro uno spazio tanto limitato. Ciò è avvenuto, però, a prezzo di una spaccatura: l’io delle donne si è diviso in due. La donna deve guardarsi di continuo. Ella è quasi costantemente accompagnata dall’immagine che ha di se stessa. […] la donna non riesce a evitare di visualizzarsi […]. Sin dalla primissima infanzia, le hanno insegnato e l’hanno convinta a osservarsi di continuo.

E così ella arriva a considerare il sorvegliante e il sorvegliato che ha in sé come i due elementi costitutivi e pur sempre distinti della sua identità di donna.”

 John Berger, “Questione di sguardi”

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