Qualcosa è cambiato?

“Sui cartelloni pubblicitari, sugli schermi del cinema e dei televisori, nelle riviste, sulle scatole con cui vengono confezionati i prodotti, sulle bottiglie, la nostra società porta scritta a lettere cubitali la sua ginolatria: tutto ciò è consacrato alla divinità regnante, cioè al feticcio femminile. Non si deve credere che il suo predominio implichi il predominio femminile, poiché lei non è una donna. (…)

E’ un idolo formato da un insieme di linee e di masse che esprimono una soddisfatta impotenza.”

Germaine Greer – “L’eunuco femmina”, 1970

L’immagine di questo post è un’elaborazione da una foto di David Roemer su Velvet (aprile 2010) e il titolo è ovviamente una domanda retorica.

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4 Pensieri su &Idquo;Qualcosa è cambiato?

  1. Bellissima la ‘soddisfatta impotenza’!… come mi trova d’accordo! Al maschile ovviamente!
    Uomini che non sanno amare e che, in genere, ti dicono ‘Ma io le donne le amo!… ‘ ovvero, per chi non avesse capito, ‘io amo i loro corpi’. Infatti usano il plurale (guarda caso) e sono i più misogini in assoluto… mancando di rispetto a ogni donna che permette loro di insinuarsi tra le proprie curve, illudendosi di essere amata quando invece è solo desiderarta.
    Intendiamoci, tutto ok se è ciò che si vuole, se si ha voglia di leggerezza. L’importante è avere il controllo e la consapevolezza della situazione… magari tra le curve dei suoi addominali! 😉
    Parlando seriamente, io non capisco perchè non ci possa essere la bellezza e la ricerca della femminilità da parte della donna senza per questo cadere negli stereotipi maschili, senza per questo dover distruggere ‘l’altra’, ovvero quella bellissima e attraente nella sua perfezione. Non vedo perchè ci sia bisogno di di far valer il proprio cervello solo se ci imbruttiamo, se non ci curiamo, se siamo sciatte.
    Vorrei vedere molte più donne libere. Libere per davvero. Sicure di sè perchè al meglio di sè in quella elegante femminilità fatta di dolcezza, sensualità, morbidezza e… forza. La forza della donna, quella che non viene ostentata ma, semplicemente, c’è. Vorrei vedere donne bellissime perchè hanno imparato ad amarsi, con o senza le curve al posto giusto. Donne che non rinunciano alla propria femminilità solo perchè non si sentono all’altezza e donne che non la esasperano per la costante paura di perderla. Insomma, vorrei vedere donne sicure. E libere dal giudizio maschile.
    Secondo me, la donna si deve liberare del giudizio dell’uomo. E per far questo non basta negare una innata sensualità che fa parte della natura (e la stessa cosa vale per l’altro sesso per le sue caratteristiche…) ma bisogna semmai saperla gestire, conoscerla, padroneggiarla. E pretendere che venga rispettata e non usata come merce di scambio.
    Ma fintanto che non ci sentiamo all’altezza… che ancora cerchiamo l’uomo ricco che ci mantenga, che vogliamo la carriera e l’essere madre senza chiedere e pretendere il cambiamento delle regole in virtù di una medaglia al valore di cui solo noi ci beamo; fino a quando non chiediamo di avere servizi adatti per poter gestire figli, lavoro e casa senza diventare delle martiri o dover rinunciare alla nostra espressione e ai nostri spazi, nascondendoci dietro al fatto che ‘non ci interessa perchè è meglio stare a casa a badare ai bambini’ (che nell’arco di una vita ti impegnano per un quarto a malapena e a te ne restano tre quarti di frustrazione…) Finchè non sapremo imporci nella nostra quotidianità… la parità non l’avremo mai! e la sensuale bellezza femminile sarà usata anzichè venerata…

  2. “Parlando seriamente, io non capisco perchè non ci possa essere la bellezza e la ricerca della femminilità da parte della donna senza per questo cadere negli stereotipi maschili, senza per questo dover distruggere ‘l’altra’, ovvero quella bellissima e attraente nella sua perfezione.”
    “Secondo me, la donna si deve liberare del giudizio dell’uomo. E per far questo non basta negare una innata sensualità che fa parte della natura (e la stessa cosa vale per l’altro sesso per le sue caratteristiche…) ma bisogna semmai saperla gestire, conoscerla, padroneggiarla. E pretendere che venga rispettata e non usata come merce di scambio.”

    Sono d’accordo con quanto dici (salvo che sostituirei al “non basta negare” un “non occorre negare”), e secondo me questi due discorsi sono strettamente collegati. Una delle risposte al tuo primo “perché” è che c’è troppa paura di non mostrarsi “come tu mi vuoi”, ovvero come lo stereotipo fa credere che ci vogliano.
    A monte c’è la paura di restare senza specchi riflettenti. Quante donne sentono di non esistere senza lo sguardo di un uomo? Una paura che si radica nel profondo, in una mancata costruzione di identità.

    • Ma come mi piacerebbe fare un corso di autostima per sole donne! Uno spazio dove le donne riscoprono la propria VERA femminilità e insieme ritrovano la forza e la bellezza dell’essere DONNA. Un sogno? Sai… se ci sono riuscita io, se io sono riuscita a cambiare e a diventare quella che sono… ci possono riuscire tutte. Spesso la gente me lo chiede di fare ‘consulenza’ perchè dicono che dò forza. Mah… chi lo sa… un giorno diventerò una ‘motivatrice’ non solo più per le mie amiche ma per le donne in generale. E’ un pensiero che mi sta sempre più solleticando…
      Comunque, i dettagli che hai ‘corretto’… sì… perfetto… è il mio pensiero.
      E’ questo che mi solletica: l’idea di concretizzare dei pensieri…

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