Spostamenti

Dice Iaia Caputo  a proposito della diffusa pratica del parlare d’amore tra donne:

“Ogununa di noi sa, per averne fatto esperienza, che nel nostro sesso la comunicazione sentimentale ha lo stessa funzione dialogica ricoperta dal calcio o dalla politica nei discorsi tra uomini: stabilisce intesa, confidenza immediata, suscita empatia…”  (Iaia Caputo, “Di cosa parlano le donne quando parlano d’amore”)

Aggiungerei che il parlare d’amore può avere anche un’altra funzione: può servire a dare sfogo all’inquietudine, ad altre tensioni ed emozioni che non si possono dire e a cui non si vuol pensare,  ansie e angosce troppo profonde che si preferisce rimuovere dietro l’ansia amorosa.

Altre combinazioni e rimozioni sono possibili: ho visto donne negare a se stesse ed agli altri la propria sofferenza amorosa, e sostituire la narrazione sentimentale con interminabili invettive politiche. Proprio come fanno certi uomini che discutono con rabbia di politica e di calcio per evitare di parlare vicende personali.

Per fortuna non ci sono regole fisse, e caso mai ci fossero stati dubbi la prevalenza del parlare d’amore nelle donne non è un dato biologico.

 

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Prevenire meglio che curare

”Sogno una vita libera e selvaggia e un compagno allegro e avventuroso, che non pretenda di mettermi un guinzaglio…”

Quando Irene mi ha chiesto se non notassi qui un’incoerenza tra  il testo e l’illustrazione che lo accompagna, tratti da un libro per bambini, non ho dovuto pensarci su molto – non so voi.

Ho conosciuto la ricercatrice Irene Biemmi e il suo interessantissimo lavoro grazie ad una di queste iniziative. Del 2006 è il suo libro “Sessi e sessismo nei testi scolastici” (attualmente esaurito, in corso di riedizione), che analizza sotto vari aspetti la presenza di stereotipi culturali nella rappresentazione dei generi all’interno dei libri di lettura per le elementari.

Ne trovate un estratto qui: Sessismo_nei_testi_scolastici_Biemmi

Un’Altra Donna in mostra

Inaugurazione di “Un’Altra Donna” presso lo Spazio Eventi al primo piano della Coop di Ponte a Greve (Fi), lunedì 8 marzo dalle ore 16.30. Segue “Il corpo delle donne”, proiezione a cura di Libere Tutte Firenze e “La donna in giallo”, letture dell’associazione culturale Venti Lucenti.

La mostra resterà visibile per una settimana.  Allo spazio si accede con l’ascensore esterno ( non cercate le scale perché non ci sono).

Scollamenti

Il mito della bellezza – nel senso teorizzato da Naomi Wolf – mostra le prime crepe? 

L’ultimo numero del raffinatissimo Velvet  nella sezione Beauty riporta questo eretico articolo , che cita addirittura Susie Orbach – autrice dello storico “Fat is a feminist issue” e attualmente consulente del Fondo Dove per l’autostima.

L’articolo eretico è ovviamente  incongruamente affiancato dalle foto di una splendida modella: della quale però si intravede “addirittura” la rotondità dell’ombelico sotto il tessuto aderente –  un segnale visivo molto preciso, ironia a parte, della rottura di un tabù