L’altra copertina

 

Elaborazione di Francesco Chiacchio da “D la Repubblica delle Donne”

“Ciao Laura, come stai?
mi hai chiesto di scrivere alcune parole a proposito delle copertine delle riviste di moda che stravolgo coi pastelli e ti ho fatto aspettare diverse settimane. Il fatto è che le mie parole decidono loro quando uscire allo scoperto… Un po’ come queste donne disegnate che ti ho spedito: quando inizio a lavorare sulla foto di una copertina non so mai cosa ne uscirà fuori, se un volto, una ragazza di spalle, un profilo con gli occhi chiusi…
Parto da una pagina patinata, da una forma esatta e da una combinazione di colori precisi, da una foto di copertina che sembra così perfetta, di una perfezione che mi allontana, un po’ mi spaventa perché mi ricorda la fine, ed è in questo spazio immobile che vado a recuperare un movimento di immaginazione.

Se dietro a quelle foto c’è il trucco, inteso come makeup o ritocco con photoshop, io vado a rimetterci mano nuovamente, con lametta, matite e pastelli. Mi piace pensare come dietro ad ogni donna, come dietro ad ogni uomo, se ne possano nascondere altre, come dietro a due occhi chiusi possa celarsi un pensiero, come dietro ad un sorriso possa rifugiarsi una malinconia o una risata trattenuta… A volte mi allontano così tanto dall’immagine di partenza che quasi mi dimentico da dove sono partito con la matita. Ma forse questo è il bello di ognuno di noi, avere la possibilità di cambiare, sbagliare strada e perdersi, ritrovarla forse o trovarne una migliore. Muoversi insomma, e non rimanere intrappolati nella foto di una copertina che ci fa il verso ma non ci assomiglia.”

Altre fantastiche visioni di Francesco le trovate  qui

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Del nascere donna o divenirlo

“Tutti sono d’accordo nel riconoscere che nella specie umana sono comprese le femmine, le quali costituiscono oggi come in passato circa mezza umanità del genere umano; e tuttavia ci dicono ‘la femminilità è in pericolo’; ci esortano: ‘siate donne, restate donne, divenite donne’. Dunque non è detto che ogni essere umano di genere femminile sia una donna; bisogna che partecipi di quell’essenza velata dal mistero e dal dubbio che è la femminilità. La femminilità è una secrezione delle ovaie o sta congelata sullo sfondo di un cielo platonico?”

Simone de Beauvoir, “Il secondo sesso”, Il Saggiatore 1949

Come si è visto dalle ultime discussioni sul blog Il Corpo delle donne, il dibattito sulle differenze di genere è ancora molto aperto.

Qui un’interessante sintesi storica di Eva Cantarella.

Attualità

 

“…roba di qualità…” “fisicamente stava bene… non era proprio il massimo…”

certe parole lette nelle cronache delle intercettazioni di questi giorni tra fornitori di ragazze e utilizzatori mi hanno fatto tornare in mente questo libro di Elisabetta Bucciarelli, “Femmina de luxe” .  Un libro piccolo e feroce.

“…sapendo sempre, in ogni istante, di potersi permettere solo il meglio. La ragazza che gli aveva inviato la Baronessa lo aspettava in hotel. Nella stanza attigua alla sua. Non era all’altezza di quelle di Madame Claude, ma la maison parigina aveva chiuso i battenti ..”

“le femmine hanno valore solo se sono di lusso, sentenziava la Baronessa, vuoti a perdere, quando disattendono le aspettative”.

11 febbraio 1963

Qualche tempo fa ho visto questo significativo monumento in una piazza della mia città. Non ho potuto fare a meno di ricordarmi le sue parole:

“(Buddy) diceva che sua madre sosteneva: “Quello che vuole un uomo è una compagna e quello che vuole una donna è una sconfinata sicurezza”. E inoltre: “L’uomo è una freccia nel futuro mentre la donna è il bersaglio da cui la freccia parte”. E questo fino alla nausea. (…)

L’ultima cosa che volesssi era “la sconfinata sicurezza” ed essere “il luogo da cui partisse una freccia”. Volevo cambiamenti ed entusiasmo e partire io stessa in tutte quante le direzioni, come le frecce colorate da un razzo del 4 luglio”.

Da “The bell jar”,  Sylvia Plath  (27 ottobre 1932 – 11 febbraio 1963)

Sylvia reads “Daddy”

Libertà l’ho vista dormire nei campi coltivati

  

Segnalo per chi abita a Firenze o dintorni un ciclo di incontri a cura della rete Libere Tutte e dell’Arci di Firenze sul tema “Sessismo e media”, con la proiezione del video “Il corpo delle donne” e a seguire dibattito con ospiti.

La prima serata, al circolo Maccari all’Isolotto,  ha visto la presenza della scrittrice Iaia Caputo, del cui ultimo libro avevamo già parlato.

Il calendario qui:  Ciclo di incontri

Il documentario sarà inoltre proiettato venerdì 12 febbraio ore 20.30 presso la sede dell’associazione Ireos, via de’ Serragli 3 Firenze.

Il valore dell’imperfezione

Queste immagini, tratte da alcuni numeri della rivista londinese Nova (2000-2001), sono una dimostrazione di come sia possibile produrre immagini esteticamente raffinate con donne “atipiche” e contestualizzarle in modo intelligente, associandole a valori positivi.

La prima foto fa parte di un articolo che, come si legge nell’occhiello,  incoraggia alla sicurezza di sé “oltre la perfezione, oltre le cicatrici”;  la seconda foto illustra un servizio di intimo dichiaratamente ispirato ai dipinti del  quotatissimo artista britannico di origini tedesche Lucien Freud, nipote di Sigmund, e dunque paragona la ragazza in foto alla modella di un artista di valore.  La terza foto è collegata ad un articolo sul tema della  percezione della  propria immagine  corporea (Body Image), che in Italia inizia a essere trattato solo adesso mentre in altri paesi è già materia del Ministero della Gioventù.

E a voi che effetto fanno queste immagini, vi disturbano o vi attirano, oppure entrambe le cose?  Comprereste una rivista così, oppure no? Perché?