Dalla parte del piacere

“La tecnologia rende le immagini evidenti, palpabili e perfette ed esse anziché rappresentare creano apparenze. Ed è questa pseudo-rappresentazione che, attraverso la comunicazione e la circolazione culturale, scatena problemi e solleva questioni. E’ possibile costruire un modo di guardare che accolga la presenza del piacere e respinga gli inganni del desiderio? Come possiamo noi, donne e artiste, navigare nel mercato che ci plasma e ci contiene? Io intendo il mio lavoro come un continuo tentativo di distruggere una serie di rappresentazioni e di accogliere una spettatrice femminile in un pubblico fatto di uomini. Se questo lavoro è considerato “scorretto”, meglio, perché i miei tentativi mirano a spiazzare quella voce fuori campo maschile che pontifica dando istruzioni “corrette” al nostro piacere e alle nostre storie, o all’assenza di esse. (…) Mi interessa lavorare sulle condizioni materiali di vita, nelle quali risultano evidenti gli usi e gli abusi del potere sul piano sia privato sia pubblico. Voglio parlare, mostrare, vedere e sentire domande e commenti oltraggiosamente forti, astuti. Voglio essere dalla parte del piacere e del riso, e contro le cupe certezze delle immagini, della proprietà, del potere.

Barbara Kruger, Incorrect, in “Effects”, n. 1, N.Y. 1982; in Barbara Kruger, Remote Control: People, Cultures, and the World of Appearances, MIT Press, Cambridge 1993;  cit. in Roberta Valtorta, “Il pensiero dei fotografi” (evidenziature in grassetto mie)

7 Pensieri su &Idquo;Dalla parte del piacere

  1. Parole sagge! Peccato che io veda spesso intorno a me donne arrese e sottomesse a quelle ‘istruzioni per l’uso’ dettate dai signori uomini.
    Certo, abbiamo dure lotte da perseguire ogni giorno, soprattutto se siamo anche mamme…
    Ma spesso è il nostro modo di porci, di sottovalutarci, che rende difficile la conquista della vera libertà di espressione e la conseguente nostra realizzazione.

    • Della serie… guai a te se riesci a ottenere ciò che non riesco ad ottenere io…
      Sai, mi viene in mente un film che io ritengo bellissimo dove non si parla di donne ma di ‘gente sconfitta’ (e in questo caso il paragone è perfetto) ovvero : ‘La ricerca della felicità’.
      Will Smith a un certo punto, dopo essersi accorto di aver sbagliato a rivolgersi a suo figlio stroncandogli il suo sogno, gli dice:’ non permettere mai a nessuno, nemmeno a tuo padre, di dirti ciò che devi diventare. Se hai un sogno vallo a prendere. Le persone ti diranno che non ci riuscirai mai solo perchè loro non ne sono capaci…’
      Ci sarebbe da aprire un bel discorso su questo tema, ma lo spazio di un blog non rieace a contenerlo…

  2. Ho letto qua e là citazioni assolutamente opportune e interessanti. Dio, ma dove le trovi? TI devo chiedere di aggiornarmi con una bella bibliografia sul binomio donne-potere mediatico…

  3. Benvenuta Denise, io aggiornare te? ma lei mi lusinga😀
    io le trovo diciamo così, “a naso”, seguendo l’istinto di sopravvivenza – o meglio, di resistenza

  4. “Della serie… guai a te se riesci a ottenere ciò che non riesco ad ottenere io…
    Le persone ti diranno che non ci riuscirai mai solo perchè loro non ne sono capaci…”

    Magari solo questo…
    Ciò che mi inquieta di più è che la cultura maschilista si serve spesso anche delle donne/mamme per tramandare di generazione in generazione la sua “verità”…
    Un bacio a tutte quelle che non abboccano!

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