Il corpo

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foto di Betto Iaquinta

Betto studia fotografia da qualche tempo. Era  scontento di trovare sempre, al momento della lezione in studio, la solita modella dai canoni estetici “convenzionali”.

Poi una scuola* è stata più coraggiosa di altre nella scelta dei modelli, e l’ultima volta lui ha potuto finalmente fotografare qualcosa di diverso.  Mi ha mostrato le foto, tra cui questa.

Corpi rotondi e belli.

* www.scuoladifotografia.org

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3 Pensieri su &Idquo;Il corpo

  1. Tempo fa leggevo un fumetto umoristico che descriveva le disavventure di uno studente di un’accademia di belle arti italiana. C’era una striscia dove il protagonista si trovava a dover ritrarre due donne disegnate in maniera grottesca, una scheletrica e una grassissima, entrambe villose. Il baloon recitava:”non vi aspettate di trovare all’accademia le modelle di Vogue”.

    Tempo fa un mio compagno che frequenta con me l’accademia di Roma (forse l’unica dove non ci sono modelli maschi) mi disse qualche tempo fa: “per fortuna ci è capitata una modella carina, mi avevano raccontato che erano tutte bruttissime”.

    Entrambi i discorsi sono stati contaminati dall’estetica fast-food contemporanea, del tipo, se il soggetto è bello è bello anche il disegno. Ma poi, come ci stiamo chiedendo da tanto tempo e a gran voce sul tuo blog, è mai possibile che solo le modelle di Vogue siano considerate belle? Davvero la pancia è brutta, che le gambe corte sono un difetto? E la bellezza è l’unica cosa di una donna degna di essere rappresentata?
    Domande retoriche in questo contesto, ma la mentalità corrente, anche in un contesto più alto, in teoria, di un campo di calcetto, è purtroppo presente.

    Mi ha spiegato qualche tempo fa un pittore che conosco, il quale dipinge secondo gli insegnamenti degli artisti del rinascimento, che la differenza tra la sua pittura e quella degli iperralisti è che la tecnica antica cerca di mostrare anche l’interiorità delle cose, la pittura iperrealista ne mostra invece solo l’immagine esterna.

  2. buon giorno miei cari …
    Laura è stata fin troppo carina a scrivere che ero “scontento” di trovare sempre iperdonne da fotografare …
    ma la cosa vera è che SONO BRUTTE da fotografare !!
    che c’è di bello e di interessante nel ritrarre un corpo che di per se ha le forme giuste (o ritenute tali) ??
    io credo che la fera sfida nella ricerca sia quella di trovare stimoli diversi nel “diverso” … non so se !!
    abbandonare questi canoni … certo che bisogna farlo !! e forse sono proprio i fotografi che devono iniziare a farlo !!
    EBBBASTA !!

  3. naima: domande molto opportune direi, che anche in questo contesto non fa che bene ripetere…
    e perché mai le modelle dell’accademia dovrebbero somigliare a quelle di Vogue? forse che Cezanne sceglieva le mele da dipingere in base alla bellezza? almeno in pittura, poi, finora non è mai esistito l’obbligo del canone di bellezza Unico.
    Ricordo, ad un corso di nudo dal vero, due modelle diversissime tra loro, una morbida e rosea e una bruna e molto muscolosa, era bellissimo perché la prima ti veniva da ritrarla in punta di lapis, la seconda con tratti forti di carboncino…erano belle le differenze.
    Inoltre, oggi di fronte a quello che ci viene mostrato come bello viene da chiedersi “a chi serve?” “cosa fa vendere”?
    Interessante il discorso del tuo amico pittore.

    Betto: grazie del sentito contributo…comunque te stai attento a non farti buttare fuori dai corsi, a forza di insistere per avere le modelle “non convenzionali” 🙂

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