“C’è chi dice no” – Slittamenti, anzi slavine

Ho scoperto il libro “C’è chi dice no. Dalla leva all’aborto, come cambia l’obiezione di coscienza” di Chiara Lalli, grazie al blog di Loredana Lipperini, che sta facendo un lavoro prezioso per difendere diritti acquisiti con moltissima fatica ma che si possono perdere con moltissima facilità.

Sabato 28 gennaio il libro è stato presentato in Palazzo Vecchio a Firenze,  in un incontro organizzato da Laicità e diritti.  L’autrice Chiara Lalli con la parlamentare del Pd  Anna Paola Concia, la dott.ssa Valeria Dubini ginecologa, la consigliera regionale del Lazio Giulia Rodano e altri  hanno discusso  di come l’obiezione di coscienza, da atto “contra legem” e quindi gesto libertario contrapposto ad un ordine, compiuto pagando di persona alti costi (il carcere per l’obiezione  militare) venga agita oggi prevalentemente “dentro” una legge  – la 194 – mettendone a rischio l’attuazione,  passando così ad essere uno strumento per ripristinare un ordine – a discapito della libertà femminile, da sempre considerata elemento di disordine. Uno dei tanti scivolamenti semantici degli ultimi anni, che vista la portata è forse più adatto definire una slavina di senso.

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4 Pensieri su &Idquo;“C’è chi dice no” – Slittamenti, anzi slavine

  1. Ne stai parlando tu e ne stanno parlando tante altre, in rete e non: perché non facciamo un passo in più? Perché non ci coordiniamo, perché non ne discutiamo insieme per creare uno strumento operativo che possa cambiare questo orrendo stato di cose?

    • Libere Tutte di Firenze sta proponendo di fare una sorta di elenco, registro dal quale si possa sapere con esattezza a quali strutture rivolgersi (o non rivolgersi). Ti saprò dire di più.

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