Cambiamenti

Potrebbe essere un buon segno che su una delle riviste più di tendenza, all’interno di un articolo sulla mescolanza di stili nell’abbigliamento, compaia la frase “Una faccia intelligente può indossare quello che vuole”. Detto da una rivista di moda non è cosa da poco, specie se si pensa alle espressioni vacue di certe top-model dell’ultimo decennio…

E sul portale web della rivista c’è un elemento decisamente nuovo: la storia della modella Crystal Renn guarita dall’anoressia, con tanto di galleria di foto che nel confronto tra il “prima” e il “dopo” mostra in chiave positiva le foto dove Crystal è più in carne. Forse resterà un caso isolato ma chissà, potrebbe essere il segnale di un’inversione di tendenza.

“Perché io valgo” non deve dircelo la pubblicità

Sono queste le donne che vorremmo vedere raffigurate sempre più spesso.

Donne che non hanno paura di mostrarsi per quello che sono, perché sono in pace con se stesse e la propria immagine.

Che non credono di doversi adeguare a modelli imposti dall’alto.

E che tutto questo lo trasmettono con la serenità e la sicurezza di uno sguardo che non ha bisogno di specchi.

Pentimenti e buone pratiche

Ci fa un certo effetto che una ex direttrice di una rivista di moda parli, oggi, di autostima e di Modello di Femmina Unica. Forse è segno che ormai la misura è davvero colma…

http://www.corriere.it/cronache/09_settembre_15/Veline_escort_maschilismo_Lettera_aperta_alle_donne_maria_laura_rodota_7300151c-a1c0-11de-a593-00144f02aabc.shtml

Intanto, sul tema negli Usa sono molto più avanti di noi: gruppi organizzati di ragazze, tanto per dirne una, entrano nei negozi e, fingendo di provarsi degli abiti nei camerini, attaccano agli specchi degli adesivi autoprodotti (rimovibili senza danni) con messaggi di solidarietà e incoraggiamento per le donne, ad esempio “confidence is beauty”, o “beauty fits every size”.
In ogni caso la consapevolezza e il livello del dibattito sono molto alti, come si può vedere da questo sito, nato per fornire a donne e ragazze strumenti per difendersi dai messaggi dannosi per l’autostima. E che pubblica anche, facendo nomi e cognomi, le top-ten delle peggiori campagne pubblicitarie (“gallery of offenders”) e delle idee migliori (“gallery of winners”).

ANTIGLAMOUR

La carne non è glamour, anzi è tabù.

La carne non esiste, ci dicono le riviste di moda o di erotismo patinato. Lo dicono con la scelta delle modelle e con il linguaggio del fotoritocco digitale, usato per togliere dalla superficie del corpo ogni segno che possa ricordare di cosa siamo fatti.

Trama della pelle, pieghe e curve naturali, tutto viene rimosso fino alla totale negazione della carne, alla smaterializzazione. Nelle loro immagini niente più evoca il tatto: la vista è l’unica ad essere sollecitata.

Senza la carne sarebbe davvero triste far l’amore, viene da pensare.